domenica 12 gennaio 2014

Intervista a Pino Aprile, autore di "Terroni"

Balasso testimonial smartphone

Guardate anche questo video, è decisamente divertente ed interessante

Balasso e la pubblicità

Buon gorno a tutti,
oggi un video simpatico ed intelligente di Antonino Balasso che si confronta con l'idea di pubblicità


mercoledì 9 gennaio 2013





 Buon giorno a tutti. 
Oggi un articolo tradotto dal quotidiano francese Le Monde tradotto da Claudia Marruccelli.
Buona lettura.


Silvio Berlusconi ha iniziato il 2013 così come aveva finito il 2012: in televisione. Comparendo a ripetizione su tutti i canali televisivi, nazionali e locali,  di stato e privati,  il magnate dei media ha intenzione di sfruttare appieno questo periodo prima che si apra ufficialmente la campagna elettorale, 45 giorni prima del voto previsto per il 24 e il 25 febbraio, quando sarà la par condicio a regolare la durata degli interventi televisivi  di tutti i candidati.  In base ad alcuni sondaggi a lui solo noti, ritiene che la sua offensiva mediatica abbia permesso al suo partito, il PdL, di riprendersi 4 punti passando dal 16% al 20% delle intenzioni di voto. E’ davvero pochino, dopo due settimane di sforzi quotidiani.
Questa potrebbe essere l’ultima campagna, quella di troppo, per l’ex Presidente del Consiglio, stretto nella morsa tra il PD, la lista “Monti” – appoggiata dall’ex Primo Ministro – e quella del comico e blogger Beppe Grillo, fondatore del Movimento 5 Stelle. La sua difficoltà si può riassumere in un’unica domanda: come inventare una nuova storiella, qualcosa di inedito da raccontare agli italiani, quando non è mai riuscito tutte le volte che lo hanno votato a tramutare in realtà i sogni che proponeva loro? Per quanto si sforzi, il Cavaliere non trova soluzioni.
La proposta di ritirarsi dalla campagna se Monti avesse accettato di guidare un ipotetico “partito dei moderati” che includesse il partito secessionista e anti-immigrati della Lega Nord era solo un’esca, che rivela le  sue concrete difficoltà nel trovare una collocazione innovativa nella sua sesta campagna elettorale dal 1994, e forse anche un po’ di stanchezza.
Monti, “un tecnico che è diventato un leaderino”
La sua strana campagna è indice del suo imbarazzo. All’inizio ha tentato di giocare nuovamente la carta della lotta al “comunismo”, che gli aveva portato fortuna nel 1994. Ma la personalità del segretario Pierluigi Bersani, leader della sinistra, riformista e avvezzo all’economia di mercato, non si presta molto a questa mossa. Poi ha cercato di scaricare sull’euro le responsabilità di tutte le difficoltà del Paese: quest’euro “germanocentrico” la cui salvezza avrebbe imposto agli italiani una cura di rigore ingiustificata ai suoi occhi. In ultimo ha deciso di delegittimare Monti, “un tecnico diventato un leaderino tra tanti altri”, ma l’eco diffusa dai media per ciascuna delle misure adottate dal Professore  smentisce per il momento questa analisi.
Costretto ad aggiustare il tiro della sua strategia di giorno in giorno, alla fine  gli resta solo la teoria del complotto per attirare l’attenzione su di sé e coalizzare i suoi sostenitori. Stando a lui, la sua caduta nel novembre del 2011 sarebbe frutto di una congiura di palazzo in cui Mario Monti e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per assecondare interessi stranieri, avrebbero cospirato contro di lui.
I due devono fare attenzione, perchè Berlusconi ha intenzione di istituire una “commissione d’inchiesta” che faccia luce sulle loro responsabilità in una vicenda che secondo lui ha tutte le apparenze di  un tradimento. Il Cavaliere non lo ha ancora annunciato, ma sembra pronto ad aggiungere a questa prima lista i nomi di Mario Draghi, Presidente della BCE, José Manuel Barroso e chissà, forse un giorno, anche quelli di Barack Obama, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy. Tutti colpevoli di aver avuto delle riserve sulla politica da lui adottata all’epoca.
Un fuoco d’artificio al giorno
Così facendo, Berlusconi finge di dimenticare che la fine del suo regno era stata apertamente annunciata dagli scandali che hanno riguardato la sua vita pubblica e privata, dagli attacchi del Presidente della Camera, Gianfranco Fini,  a cui sarebbero bastati solo tre voti per far cadere il Cavaliere nel dicembre del 2010,  e dalle sconfitte elettorali in occasione delle amministrative del maggio 2011, quando il PdL ha perso il feudo di Milano a vantaggio della sinistra.  Un bel po’ di argomenti che avrebbero dovuto essere un campanello d’allarme sulla fragilità della sua posizione.
Nel suo fortino di Arcore, cittadina della cintura milanese in cui possiede una sontuosa dimora, il Cavaliere ha deciso di sparare un fuoco d’artificio al giorno  senza neanche tentare di concedersi un pizzico di coerenza, spiluccando nei programmi altrui alla ricerca di ciò che possa sembrargli innovativo. Da qui la sua proposta di limitare a due il numero dei mandati per i parlamentari, copiata  pari pari da Beppe Grillo, il più accanito dei suoi nemici.
A questa difficoltà tattica si aggiunge una situazione intricata dal punto di vista strategico. La Lega Nord, alleata storica da vent’anni, rifiuta ogni alleanza con lui. Compromesso dagli scandali legati al suo fondatore Umberto Bossi, il partito, ormai guidato dall’ex Ministro degli Interni Roberto Maroni, ha intenzione di rifarsi la verginità all’interno della propria base elettorale dell’Italia del nord, dove governa già in Piemonte e nel Veneto, e per questo motivo è pronto a sacrificare qualche poltrona a Roma presentandosi da solo alle elezioni. Siamo ad una svolta.

sabato 13 ottobre 2012

Aforismi sparsi

  1. La mente e i libri funzionano solo se sono aperti. (Sir James Dewar, fisico)
  2. La felicità consiste nel continuare a desiderare ciò che già si possiede. (Ennio Flaiano)
  3. La meditazione non è una attività da fare, è uno stato dell'essere. (Daniel Odier)
  4. Un Maestro è uno che non ha alcuna capacità di fare un lavoro normale. (Eric Baret, studioso e maestro di Tantra Yoga)
  5. Il dolore non fa danno, di per sé. E' il dolore non riconosciuto che ne fa. (principio Gestalt)
  6. Chi non ha mai commesso errori non ha mai provato a fare cose nuove. (Albert Einstein)
  7. Esistono due cose infinite: l'universo e la stupidità degli esseri umani,
    ma, per quanto riguarda l'universo, non ne ho la certezza assoluta. (Albert Einstein)
  8. Se non siete capaci di spiegare una cosa a vostra nonna, vuol dire che non l'avete capita veramente. (Albert Einstein)
  9. Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)
  10. Tutto ciò che noi chiamiamo vita non è nient'altro che un processo conoscitivo. (Konrad Lorenz)
  11. La scoperta è vedere ciò che tutti hanno sempre visto e pensare ciò che nessuno ha mai pensato. (Albert Szent-Gyorgyi, scopritore della vitamina C e premio Nobel)
  12. Un giorno la paura bussò alla porta, il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno. (Martin Luther King, citato da Roby Rolfo)
  13. L'assenza di una prova non è la prova dell'assenza. (Giulio Giorello, filosofo della scienza)
  14. La teoria non impedisce ai fatti di verificarsi! (Sigmund Freud)
  15. Non esistono domande stupide, esistono solo risposte stupide. (sapienza universale)
  16. I cambiamenti possono essere istantanei, ma la loro preparazione richiede un sacco di tempo. (Deane Juhan)
  17. La verità a volte può far male, ma la bugia fa sempre male. (Enzo Bearzot)
  18. Soltanto chi dubita del proprio potere ha bisogno di dimostrarlo. (Bo Lozoff)
  19. Nessuno può guarire uno stupido. (medicina cinese)
  20. Il sapiente è l'arrogante che ha la testa piena di idee altrui, il saggio è l'umile che sa vivere e condividere le idee proprie. (fonte non accertata)
  21. Se chiedi, puoi passare per ignorante una volta. Se non chiedi, lo sarai per tutta la vita. (proverbio)
  22. Tu sei là dove sono i tuoi pensieri. Fai attenzione che i tuoi pensieri siano dove tu vuoi essere. (Rabbi Nachman di Breslau)
  23. Lo splendore altrui, se non ne hai uno tuo, non ti farà mai splendere. (Severino Boezio)
  24. Non esiste altro peccato che la stupidità. (Oscar Wilde)
  25. Niente è più pericoloso di un'idea quando è l'unica che si ha. (Emile Chartier)
  26. La morte è il modo migliore che la natura ha per difendersi dai cretini. (Nello Arduini)
  27. O Dio può evitare il male ma non vuole, e allora non è buono, oppure vorrebbe evitarlo ma non può, e allora non è onnipotente  (David Hume )
  28. «Il punto di vista secondo cui il credente sarebbe più felice dell'ateo è assurdo tanto quanto la diffusa convinzione che l'ubriaco sia più felice del sobrio» (G. B. Shaw.)
  29. «Io se fossi Dio, non avrei fatto gli errori di mio figlio, e sull'amore e sulla carità mi sarei spiegato un po' meglio» (Giorgio Gaber.)
  30. «Dobbiamo mettere in discussione la logica distorta di avere un Dio onnisciente ed onnipotente, che crea degli umani difettosi, e poi dà loro la colpa dei suoi stessi errori» (Gene Roddenberry.)
  31. «La conoscenza è fatta di una materia più dura di quella della fede sicché, quando si urtano, è la fede a spaccarsi» (A. Schopenhauer.)
  32. «Non sono le parti della Bibbia che non capisco quelle che mi preoccupano, sono le parti che capisco» (Mark Twain.)
  33. «Chi ti dice "credi" può anche essere un santo, chi ti dice "devi credere" è un nazista» (Carl William Brown.)
  34. Recentemente ho letto la Bibbia. Non male, ma il personaggio principale e' poco credibile. (Woody Allen.)
  35. Il musulmano dice: "Tutte le religioni sono sorpassate, tranne la mia." L'induista dice: "Tutte le religioni sono invenzioni moderne, tranne la mia." L'ebreo dice: "Tutte le religioni sono impure, tranne la mia." Il pagano dice: "Tutte le religioni sono noiose, tranne la mia." Il seguace di Scientology dice: "Tutte le religioni sono gratis, tranne la mia." Il cristiano dice: "Tutte le religioni sono false, tranne la mia." Il buddista dice: "Tutte le religioni sono false, compresa la mia." Aldo Melia dice: "Tutte le Religioni sostengono che sono state sì scritte dall’Uomo, ma ispirato da Dio... Tranne la Mia." 
dalla Pagina: http://digilander.libero.it/fotocolorcinemelia/Spigolature.htm

lunedì 9 luglio 2012

Italiani: come gesticoliamo

Salve a tutti,
oggi vi propongo questo video geniale, nel quale un signore (napoletano) spiega il nostro gesticolare italiano in inglese.
La Domanda Sorge Spontanea: ma questi gesti non si dovrebbero identificare come napoletani più che italiani?
Buona visione a tutti

giovedì 5 luglio 2012

Ior, il governo vieta agli ispettori antiriciclaggio di testimoniare in Europa

Buon giorno a tutti, vi segnalo oggi questo articolo di Marco Lillo sul sito de Il Fatto Quotidiano.
Ancora una volta la banca vaticana viene protetta. Protetta dal governo italiano e a questo punto La Domanda Sorge Spontanea: se ne parlerà di questo in modo approfondito o anche questa cosa infamente la facciamo passare senza problemi. E la cosa più "bella" è che queste schifezzi di conti neri, denaro sporco e riciclato è questione della Santa Sede, del Vaticano, del corpo terreno di quella parola che dovrebbe essere per come ce la raccontano da duemila anni Santa.
Se sempre più persone si allontanano dalla chiasa e dal suo: fa quel che dico, ma non quel che faccio, le si può dare torto? Come valuterebbe una persona GIUSTA questi modi di agire?
Buona lettura



Per ordine del ministero dell'Economia l'Unità di informazione finanziaria (Uif) di Bankitalia non interviene a Strasburgo di fronte all'organismo Moneyval. Per protesta il direttore dell'Uif ritira la delegazione. E il Vaticano va verso un'insperata promozione dalla lista nera a quella grigia
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Il governo italiano ha imbavagliato la delegazione della propria Autorità antiriciclaggio in Europa per aiutare il Vaticano. E il capo dell’UIF ( l’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia), per protesta contro il Governo, ha ordinato il ritiro dei suoi uomini da Strasburgo. Ieri la Santa Sede è stata sottoposta all’esame finale dagli ispettori di Moneyval, l’organismo antiriciclaggio del Consiglio d’Europa riunito in seduta plenaria a Strasburgo. Ma il Governo italiano ha scelto di non parlare alla sessione plenaria in cui si discuteva il caso. Anche grazie a questo assordante silenzio italiano sulle tante inadempienze delle autorità della Santa Sede, il Vaticano è riuscito a ottenere una mezza promozione insperata alla vigilia. La partita vinta dalla Santa Sede con l’aiuto del governo italiano era fondamentale per lo Ior e le istituzioni finanziarie d’Oltretevere. Moneyval è il fratello minore della principale organizzazione internazionale antiriciclaggio, il GAFI, e si occupa di dare le pagelle agli Stati membri del Consiglio d’Europa o agli esterni (come è accaduto prima della Santa Sede con Israele) che chiedono di essere valutati. Lo scopo di chi si assoggetta alle forche caudine di Moneyval è quello di essere inseriti nella lista dei Paesi affidabili per accedere poi alle procedure semplificate delle operazioni bancarie.
La promozione insperata
La sessione plenaria dell’organismo europeo è iniziata il 2 luglio e si concluderà domani. Ieri però è stato il giorno del Vaticano. Il Fatto aveva già pubblicato i contenuti della bozza della valutazione sulla Santa Sede stilata dagli ispettori di Moneyval e spedita ai Paesi membri (tra cui l’Italia) nella quale il Vaticano aveva ottenuto un voto insufficiente: solo 8 delle 16 raccomandazioni fondamentali del GAFI erano rispettate. Grazie anche all’atteggiamento dell’esecutivo italiano, ieri si è passato da un 5 in pagella (8 su 16) a un 6 risicato: 9 promozioni e 7 bocciature. In polemica con questa scelta del governo Monti, il direttore dell’UIF Giovanni Castaldi ha ritirato i suoi due dirigenti dalla delegazione che rappresentava il nostro Paese a Strasburgo per non essere complice di una posizione sbagliata.
Grilli: “Non c’entro”
La decisione di tacere davanti al Consiglio di Europa sulle inadempienze di Oltretevere in materia bancaria – secondo quanto riferito da alcuni membri autorevoli della delegazione ministeriale a Strasburgo – sarebbe stata sponsorizzata dal viceministro dell’Economia Vittorio Grilli. Una circostanza molto grave, se confermata, perché il ministro dell’Economia (Monti che delega Grilli) è la prima autorità dello Stato in materia di antiriciclaggio secondo il decreto 231 del 2007. Grilli ha negato al Fatto ieri tramite il suo portavoce di avere fatto pressioni sulla delegazione, ma il risultato di cui l’esecutivo si dovrà assumere la responsabilità è che lo Stato italiano non ha tutelato gli interessi dei cittadini alla trasparenza bancaria, ma quelli del Vaticano e dello Ior all’opacità dei conti dei suoi correntisti incappati in indagini come Luigi Bisignani o Angelo Balducci.
I rappresentati dell’UIF di Bankitalia, cioè i principali testimoni “a carico” del Vaticano e a favore della trasparenza del sistema bancario nel piccolo processo allo Ior, al Vaticano e alle sue prassi opache che si teneva a Strasburgo, ieri erano assenti. Non c’era dall’inizio della sessione di Moneyval il rappresentante del ministero della Giustizia, che avrebbe potuto raccontare le rogatorie mai arrivate alla Procura di Roma da Oltretevere nelle indagini sui misteri della morte di Roberto Calvi. Ma non c’erano nemmeno i dirigenti dell’UIF che all’inizio erano partiti convinti di poter dire la loro e che invece si sono sentiti imporre un bavaglio dal ministero.
Il 3 luglio, infatti, alla vigilia dell’esame decisivo, la dirigente del ministero dell’Economia che guidava la delegazione del governo italiano ha comunicato al rappresentante UIF che non avrebbe parlato nessuno perché così era stato deciso a Roma. A quel punto Castaldi, informato dai suoi due dirigenti dell’accaduto, ha ordinato loro di rientrare a Roma. A nome dell’UIF, Castaldi aveva inviato a fine giugno una lettera al ministero dell’Economia nella quale specificava la sua posizione sulla bozza di rapporto trasmesso da Moneyval come base della discussione che si sarebbe tenuta a Strasburgo di lì a poco. In quella bozza, svelata dal Fatto, il Vaticano riceveva 8 bocciature e 8 promozioni sulle 16 raccomandazioni del GAFI in materia di antiriciclaggio. L’UIF riteneva quella pagella troppo benevola ed elencava le ripetute inadempienze del Vaticano: le mancate risposte alle rogatorie, l’involuzione della nuova normativa voluta dal segretario di Stato Tarcisio Bertone nel gennaio del 2012 rispetto alla legge del dicembre 2010 che rappresentava un passo avanti e istituiva l’AIF, l’autorità antiriciclaggio del Vaticano e via elencando inadempienze su inadempienze della Santa Sede.
Bertone e così sia
Dopo avere letto quella lettera il governo italiano ha deciso di impedire all’UIF di commentare pubblicamente il rapporto ieri davanti agli ispettori Moneyval. Così a rappresentare l’Italia in questo dibattito sono rimasti solo gli uomini della quinta direzione del ministero dell’Economia preposta alla lotta contro il riciclaggio, guidata da Giuseppe Maresca che però ha inviato l’avvocato Francesca Picardi, la dirigente del ministero che, in qualità di capo della delegazione, ha trasmesso il diktat di Roma.
Castaldi, per evitare l’effetto silenzio-assenso, ha ordinato ai suoi due uomini di rientrare a Roma immediatamente. Una scelta accolta con sollievo dalla delegazione vaticana guidata dal braccio destro del segretario di Stato Tarcisio Bertone, monsignor Ettore Balestrero. L’obiettivo del Vaticano era quello di ottenere almeno una valutazione migliore di quella di partenza che permettesse l’inserimento della Santa Sede nella cosiddetta grey list, la lista grigia dei Paesi ancora inadempienti secondo i parametri Moneyval che però stanno migliorando il loro sistema al fine di aderire alle raccomandazioni del GAFI.
L’ostacolo principale per il Vaticano sulla strada verso la lista grigia era proprio l’UIF, l’autorità aveva segnalato infatti il peggioramento del sistema antiriciclaggio nel 2012 grazie alla nuova normativa voluta da Bertone. E così l’obiettivo del Vaticano è stato raggiunto.
da Il Fatto quotidiano del 5 luglio 2012