martedì 25 maggio 2010

Toro, torero 1-0

Madrid, a Las Ventas, il torero Julio Aparicio è stato trapassato alla mascella dal toro che non aveva capito che era solo uno spettacolo per ridere con gli amici. Stupido animale.

lunedì 24 maggio 2010

Dall'esportazione alla EMIGRAZIONE della Democrazia

Il concetto di esportazione della democrazia in paesi non democratici, iniziato negli Stati Uniti d'America, in Italia sta evolvendo. Infatti non appena sarà varato il disegno di legge sulle intercettazioni e sulla (il)libertà di stampa, nel bel paese non si parlerà più di esportazione di democrazia, ma di EMIGRAZIONE della democrazia, nel senso che la DEMOCRAZIA sta lasciando l'Italia definitivamente. Al momento non sono previsti interventi per un suo eventuale futuro rientro.

domenica 23 maggio 2010

23 maggio 1992

Il pentito Gaspare Spatuzza avrebbe riconosciuto in uno agente dei servizi segreti italiani, in servizio in Sicilia all’epoca delle stragi del ‘92, la persona che affiancava i killer di cosa nostra nel confezionamento dell’autobomba, una fiat 126, che uccise il magistrato Paolo Borsellino e la sua scorta. Massimo Ciancimino proprio in questi giorni, riconosce lo stesso agente, in modo totalmente indipendente da Spatuzza, tra centinaia di fotografie mostrategli dagli inquirenti come persona che intratteneva normali rapporti con Vito Ciancimino (padre di Massimo) ex sindaco mafioso di Palermo.
Oramai si delinea chiaramente anche la storia del fallito attentato dell'Addaura del 1989, nella quale si cercò di uccidere il giudice Giovanni Falcone. A volere morte Falcone allora, come tre anni dopo, non era solo la mafia, ma anche una parte dello Stato italiano. Anche in quel caso, infatti, agenti dei servizi segreti italiani affiancavano uomini di Cosa Nostra per eliminare il magistrato, mentre un altra parte dello Stato cercava di sventarlo (due poliziotti che poi sono stati a loro volta uccisi).
Poi il 23 maggio 1992, esattamente 18 anni fa, il giudice Falcone, la moglie e gli uomini della sua scorta vengono fatto saltare in aria. La mafia e quella maledetta parte dello Stato vincono, l'altra parte dello Stato italiano e tutti noi perdiamo.
Il 19 luglio 1992 tocca a Borsallino e alla sua di scorta. Noi perdiamo ancora.
Uomini e donne, uccisi dalla mafia e da una parte dello Stato.

Allora La Domanda Sorge Spontanea: Sarebbe bene che lo Stato italiano, fin quando non fa chiarezza su tutto, fin quando non individua e non punisce severamente e definitivamente tutte le persone coinvolte, specialmente quelle appartenenti alla sua stessa struttura, stesse zitto ed evitasse commemorazioni che insultano la memoria di questi uomini, di queste donne, ma soprattutto delle loro idee delle loro speranze e dei loro ideali, per i quali sono morti?



Potete vedere anche il precedente post "La verità sul primo attentato al giudice Giovanni Falcone"

Il nuovo telegiornale in Italia

Telegiornale in Italia dopo la legge sulle intercettazioni e sulla (Il)libertà di stampa.

Buon giorno a tutti i telespettatori.
Giustizia: pare ci sia un'indagine in corso su qualcuno, anche se non possiamo dire chi, che dovrebbe riguardare un reato, anche se non possiamo dire quale, che ha coinvolto qualche personaggio importante, ma non vi possiamo dire di chi si tratta se no ci arrestano. L'indagine è partita dalla procura di una città italiana e se tutto va bene fra un paio di anni vi potremmo dire di più.
Cronaca: sembra che ci sia stato un omicidio di un uomo o una donna (dichiarando il sesso della vittima invaderemmo la sua privacy) in un'altra città d'Italia, è che il presunto assassino o assassina o gruppo, sia o siano ricercati in Italia. Anche in questo caso non possiamo dire molto di più, ma i parenti della vittima chiedono di dare una mano alle indagini, quindi l'appello del nostro telegiornale è il seguente: se qualcuno ha visto qualcosa rispetto a questo reato è pregato di rivolgersi alle autorità.
Ancora Cronaca. Pare che proprio il 75° giorno di intercettazione su un traffico di merce rubata, sia stato ascoltato da un inquirente l'intenzione di fare un attentato ad un giudice, ma come sapete dal giorno dopo, il 76°, le intercettazioni si sono dovute fermare e quindi non abbiamo nuove notizie. Siamo certi però di potervi dire qualcosa di più non appena ci sarà l'attentato.
Oggi il nostro governo sta discutendo una nuova legge che permetterà di avere molti più posti di lavoro, circa 50 milioni, in modo che ogni italiano avrà almeno 2 posti di lavoro tra cui scegliere. Purtroppo non abbiamo notizie dirette su questo disegno di legge, ma ci dovrebbero arrivare direttamente dal parlamento tramite le voci autorevoli governative predisposte a quello che una volta era il nostro lavoro.
Con questo passiamo allo Sport, e ad un nuovissimo prodotto per dimagrire continuando a mangiare...




immagine da http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/

giovedì 20 maggio 2010

Risate: Travaglio - Gelmini

Facciamoci due risate:

Roma 8 luglio 2009, Marco Travaglio intervista Maria Stella Germini e La Domanda Sorge Spontanea: non sarebbe meglio se la Germini parlasse davvero così?

mercoledì 19 maggio 2010

La musica di oggi

Stasera vi propongo tre chitarre che anche dopo anni di ascolto continuano a lascaire a bocca aperta
Paco De Lucia , John McLaughlin , Al Di Meola - Mediterranean Sun Dance
Buon ascolto a tutti

Bangkok, ucciso fotografo italiano

Fabio Polenghi aveva 45 anni, era un fotografo freelance ed è stato ucciso stamani a Bangkok in Thailandia mentre faceva il suo lavoro: fotografare. Le notizie al momento non sono precise, ma pare sia stao colpito da armi da fuoco al torace e all'addome.
Ho trovato alcune sue foto in rete e forse guardarle è l'unico modo di onorare la passione e la vita di quest'uomo e simbolicamente di tanti altri che hanno perso la vita o le rischiano ogni giorno perché il mondo sappia quel che succede in posti difficili dove la GUERRA regna, e non importa il nome che viene dato alle diverse situazioni: rivolta, missione di pace (pochi giorni fà altri due italiani Massimiliano Ramadù e Luigi Pascaziosono sono morti in missione di pace, e tanti, troppi, non italiani muoiono continuamente), guerriglia...
'a guerra è guerra (la guerra è guerra, comunque)



Santanchè difende la privacy dei mafiosi

La Santachè ha ragione, se si indaga su un mafioso bisogna rispettare la sua privacy, quando parla con la sua ragazza dei suoi atti sessuali e con sua madre. Quindi La Domanda Sorge Spontanea:
che si deve fare secondo questo genio della politica e delle indaggini?
Si intercetta il mafioso (ammesso che ci si riesca) che sta chiamando qualcuno, dall'altra parte risponde la fidanzata, che normalmente, come tutti sanno, neanche sa il suo uomo che fa. A questo punto gli agenti, sentendo la voce della donna, immediatamente chiudono l'intercettazione in modo da non sapere quali atti sessuali hanno fatto i due la sera prima o pensano di fare quella notte. Se poi il mafioso dice anche alla sua "ignara" ragazza di fissargli un appuntamento con qualcuno, casomai per una partitina di droga o per una "ammazzatina" per dirla alla Camilleri, gli agenti gentil'uomini non hanno ascoltato nulla perché prima i due avevano parlato di cose private.
Mi sembra una cosa assolutamente da fare! Come dare torto alla Santaché!

martedì 18 maggio 2010

Napoli: problema MONNEZZA risolto

Buona sera a tutti.
Il problema della Monnezza a Napoli è stato definitivamente risolto.
Il nuovo slogan:
LA MONNEZZA E' COME IL TUO CANE: NON ABBANDONARLA!

martedì 11 maggio 2010

Ascanio Celestini a PARLA CON ME : il video criticato da Berlusconi

Ascanio Celestini si inventa una storiella, non tutta inventata, e la racconta a modo suo. Una quasi storiella raccontata da una quasi libera televisione a quasi cittadini in una quasi democrazia che fa molto incazzare un quasi uomo dello stato.


Quanto è difficile truccare le elezioni?

La Domanda Sorge Spontanea:
Se potessi truccare le elezioni politiche in modo semplice, intelligente e molto difficilmente scopribile che cosa farei? Le truccherei o no?


lunedì 10 maggio 2010

La verità sul primo attentato al giudice Giovanni Falcone

Buon giorno a tutti.
Non so quanti di di Voi ricordano che oltre quello nel quale il giudice Giovanni Falcone, la moglie e gli agenti della scorta persero la vita il 23 maggio 1992, nel 1989 Falcone subì un'altro attentato in una borgata palemitana sul mare chiamata Addaura: 58 candelotti di gelatina esplosiva. A volere morto Giovanni Falcone non era solo la mafia, ma anche una parte dello Stato Italiano, mentre un'altra parte dello stato lo voleva vivo e sventa quell'attentato. La storia ci fu raccontata diversamente. Si disse che due uomini erano venuti dal mare su una piccola imarcazione per piazzare l'esplosivo, mentre quel che si sa ora è che quei due era due poliziotti che sventarono l'attentato salvando il giudice. L'esplosivo era stato piazzato il giorno prima da uomini di mafia e da alcuni agenti dei servizi segreti.
Il video che vi propongo è stato realizzato da La Repubblica ed è decisamente da vedere.
P.S. sarebbe bello sapere i nomi dei politici che si nascondono dietro questo come dietro tutti gli altri atti di sangue e potere.

Prima parte


Seconda parte

camorra e mafia: un po' di satira

Spezzata dall'antimafia la alleanza tra Mafia e Camorra.
Governo: non eravamo al corrente di nulla. Ci siamo rimasti malissimo.

venerdì 7 maggio 2010

La battuta di oggi

La proprità transitiva:
se a implica b e b implica c allora a implica c

Scajola si dimette per le indaggini in corso. Berlusconi dichiara: "Scajola ha senso dello stato"
Berlusconi non si dimette per le indaggini in corso. Berlusconi dovrebbe dichiarare: "Berlusconi NON ha senso dello stato"

a implica b e b implica c allora a implica c
ma questa è politica non fantascienza

giovedì 6 maggio 2010

Submission (sottomissione)

Buona sera a tutti.
Stasera voglio presentarvi un cortometraggio del regista Theo Van Gogh titolato SUBMISSION ("Sottomissione", uno dei possibili modi di tradurre il termine arabo "Islam"). E' un corto forte sull'idea di amore di una donna musulmana, indipendentemente dal suo contenuto, ve lo prensento perché il regista Theo Van Gogh, per la realizzazzione di questo corto, è stato assassinato il 2 novembre 2004 alle ore 8:45, nella parte est di Amsterdam da Mohammed Bouyeri. Bouyeri, fondamentalista islamico, gli sparò otto colpi di pistola e successivamente gli tagliò la gola nel pieno centro della città per eseguire una fatwa legata a questa pubblicazione.
Una raccomandazione: questo video ed i fatti di sangue ad esse legati non vogliono in alcun modo essere, da parte mia, una condanna religiosa generalizzata del pensiero musulmano, ma una condanna, questo assolutamente si, di un assassinio che radiaca la sua assurdità nel fondamentalismo islamico, che come qualunque tipo di fondamentalismo, è in ogni caso assurdo.
Buona visione.

mercoledì 5 maggio 2010

Mafia: Berlusconi e le origini di Forza Italia

La Domanda Sorge Spontanea: cosa succede poco prima la nascita dell'allora Forza Italia? Chi è il principe Orsini? Che c'entra la Mafia in tutto questo?
Questo piccolo viaggio in cui ci accompagna il giornalista Gianni Barbacetto (Milano 27 Marzo 2003) è percorso necessario verso un altro pezzetto di verità sulle molteplici motivazioni per le quali Berlusconi e Marcello Dell'Utri fondarono Forza Italia. E' necessario sottolineare che tra queste motivazioni quella del bene del Bel Paese è sempre meno probabile.
Quella che vi riporto è la trascrizione realizzata da me del video di Barbacetto, che trovate comunque alla fine del post.
Buona lettura e buona visione

Il 4 Febbraio 1994 c'è una telefonata importante per la nostra storia, per la storia d'Italia. A farla è un principe della nobiltà romana "nera", si chiama Domenico Napoleone Orsini. E' un principe che ha una storia: amico di Licio Gelli (va a trovare il suddetto a Villa Vanda), Massone. Dopo i primi anni novanta si scopre leghista. Si mette in contatto con Umberto Bossi, cerca di costituire a Roma una sponda per la Lega Nord. Vuole costruire una nuova politica per il nostro paese. Tra il '92 e il '94 nel nostro paese infatti, cambia tutto: crollano i vecchi partiti, muore il vecchio sistema politico, nascono i nuovi partiti, nasce un nuovo sistema politico. E' quella che banalmente viene raccontata così: fine della prima repubblica, inizio della seconda repubblica. Ebbene c'è questa telefonata, la telefonata del 4 Febbraio 1994 che è cruciale per la nascita della nuova repubblica. Il principe Orsini, dunque, fonda un movimento romano, la Lega Italia Federata che fa un po' sponda con Bossi (fanno anche una grande festa, in cui accolgono Umberto Bossi a Roma, nella Roma Ladrona, naturalmente in un salotto popolato di belle signore, giornalisti e politici. Si da da fare il principe Orsini, e cerca anche di mettersi in contatto con una serie di altri personaggi che, in giro per l'Italia meridionale, avevano costituito delle leghe, delle piccole leghe. la lega delle puglie, la lega della Calabria, la lega del Sud. Il suo disegno è di federare tutte queste piccole leghe, fatte per lo più di personaggi legati alla Massoneria, che spesso hanno contatti con Licio Gelli, federarle in quella che potrebbe essere chiamata la Lega Meridionale o la Lega del Sud. Il contatto però del principe Orsini, il contatto più importante, è con un movimento simile al suo che ha sede a Palermo e a Catania, si chiama Sicilia Libera. E' una sorta di Laga siciliana, però lo sponsor di questa lega siciliana si chiama Leo Luca Bagarella, cioè Cosa Nostra. Ebbene il principe Orsini parla a lungo con questi signori, con questi Massoni delle varie leghe, parla alungo con Tullio Cannella, che è l'uomo presentabile, il braccio politico di Cosa Nostra e fanno delle riunioni per costituire questa Lega del Sud. Poi le cose non vanno come dovevano andare; è troppo difficile riuscire ad avere credibilità con un nuovo partito che inizia da zero, però, parallelamente a loro c'è qualcun'altro che sta per fare un nuovo partito, che sta per rinnovare la politica italiana. Ebbene si prende contatto anche con quel signore. Infatti ci sono le famose telefonate del 4 Febbraio 1994. Il principe Orsini chiama alle 10.50 Stefano Tempesta (è un esponente leghista, vicino a Sicilia Libera, il movimento di Cosa Nostra). Nel primo pomeriggio alle 15.55 teklefona Tullio Cannella, che è l'inviato di Bagarella, di Cosa Nostra, nella politica. Subito dopo alle 16.14 il principe Orsini chiama la sede di Sicilia Libera a Palermo, cioè il partito della mafia. Alle 18.43 chiama Arcore, il numero privato di silvio Berlusconi. Immediatamente dopo, pochi minuti dopo, Marcello Dell'Utri. Poi alle 19.01 telefona di nuovo telefona di nuovo a Tempesta, che poi richiama di nuovo alle 19.20. Fine della Storia. Il movimento delle leghe sparisce, la Laga del Sub non vedrà mai la luce, nasce invece Sicilia Libera (che si trasforma) e nasce soprattutto Forza Italia, anche in Sicilia


La vera storia del Ministro Prestigiacomo

Stefania Prestigiacomo, Ministro “dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare” insieme a Berlusconi, ha chiesto una deroga al Parlamento Europeo sulle emissioni di CO2 (biossido di carbonio), principale colpevole del cosiddetto effetto serra che sta provocando il surriscaldamento del nostro pianeta.

La Domanda Nasce Spontanea: perchè mai?

Beh a quanto pare la Prestigiacomo ha un piccolissimo conflitto di interessi, visto che l'azienda chimica di famiglia non godrebbe particolarmente di tali limitazioni. Per dirla in altri termini ogni prodotto che l'azienda della Prestigiacomo produce, rilascia tra le altre sostanze anche CO2.
Da Il Manifesto del 17 ottobre 2008:
Stefania Prestigiacono continua mantenere il 21,5 per cento del capitale sociale della Fincoe srl, azienda di Casalecchio sul Reno (Bologna), con interessi nel ramo della plastica. Soci della Fincoe sono anche la sorella e il padre, insieme detengono la maggioranza della holding i cui interessi sono concentrati soprattutto in Sicilia. La società ha in portafoglio il 99 per cento della Coemi spa, società che opera a Priolo Gargallo, appunto nel petrolchimico. A sua volta la Coemi controlla, attraverso una quota pari al 59,1 per cento la Vetroresina engineering development (Ved) sempre a Priolo. Il 22,5 per cento della Ved risultava poi di proprietà del gruppo Sarplast spa il cui 6,29 per cento è riconducibile a Giuseppe Prestigiacomo. La Sarplast è fallita nel 1997: nell’azienda si verificarono alcuni incidenti e casi di malattia denunciati dai dipendenti. Alcuni operai ebbero figli con malformazioni congenite, altri lavoratori dopo anni si ritrovarono polveri nei polmoni. La procura di Siracusa aprì un’inchiesta per lesioni colpose mentre la polizia rilevò nelle aziende dei Prestigiacomo una serie di violazioni tra cui pendenze con il fisco per circa tre milioni di euro nel giro di tre anni.

Berlusconi dove altro poteva inserire una persona del genere se non a fare il Ministro dell'Ambientee della tutela del Territorio e del Mare.
Ora vediamo questo video che fa un bel resoconto della storia.

martedì 4 maggio 2010

Il Piano Casa di Scajola

Buon Giorno Tutti.
Oggi Scajola si è dimesso... un'altra volta.
La prima volta fu dopo il caso Biagi quando aveva dichiarato che Marco Biagi, assassinato dalle Brigate Rosse a Bologna, era "un rompicoglioni avido di consulenze", ceh questa cosa avesse anche un minimo fondamento non era certamente quello il momento e il modo di dirlo.
Oggi invece si dimette perché, giocando su una sua stessa frase, lo hanno beccato con il sorcio in bocca. E il sorcio questa volta è grande come una casa, a Roma, pagata da altri. E non amici o benefattori, ma a quanto pare:
IPOTESI 1: da persone che hanno avuto dei favori dall'allora Mistro degli Interni, in cambio di quest'aiuto finanziario (ipotesi più grave: Scajola è un corrotto)
IPOTESI 2: evasione fiscale, che anche se meno grave della corruzione rimane pur sempre un atto decisamente grave, persino in in Italia.
Ora la Giustizia, quel poco che è rimasta, dovrà fare il suo corso.

A questo punto La Domanda Sorge Spontanea: se Scajola non si fosse dimesso ce lo saremmo tenuto?
Ma certo che si! Vuoi che il Governo Italiano possa fare a meno di una meraviglia di persona così.

Immagino cos'è successo nel governo quando è arrivata la notizia:
"Scajola si è dimesso per la questione della casa. Che facciamo?" Berlusconi alza gli occhi al cielo un po' spazientito e pronuncia: allora fatevi venire idee, dove lo candidiamo la prossima volta?

Buona visione con Travaglio.

domenica 2 maggio 2010

La sanità perfetta

Berlusconi ha dichiarato che una buona sanità deve basarsi su un'assoluta uguaglianza tra pubblico e privato e su 3 pilastri fondamentali:
- ogni cittadino ha il diritto di scegliere il proprio medico
- ogni cittadino ha il diritto di farsi curare dove vuole
- i pagamenti dei medici deve essere fatto per prestazione (DRG) come per ogni altra figura professionale.
E' bene specificare che il DRG (tariffa per singola prestazione) è la tariffa rimborsata dalla regione.
Giuseppe Rotelli fondatore del Gruppo Ospedaliero San Donato, una vera e propria potenza della sanità privata in Italia con 18 ospedali di cui 17 in Lombardia, è chiaramente in pieno accordo con Berlusconi che ripaga quest'amore dichiarando che: Rotelli è da imitare.

Ripetiamo la dichiarazione fondamentale: i pagamenti dei medici deve essere fatto per prestazione (DRG) come per ogni altra figura professionale.
A questo punto La Domanda Sorge Spontanea:
Ma se io sono un medico e mi trovo davanti un paziente sul quale c'è una doppia possibilità, nel senso che per il problema che ha si potrebbe sia operare sia non farlo, ed io sono pagato in funzione delle operazioni che eseguo, cosa scelgo? Lo opero e vengo pagato o gli dico che può non operarsi e non prendo un centesimo?
Qualcuno mi potrebbe dire che a qual punto è una questione di correttezza professionale. Beh visto che la sanità in Italia non è nuova a comportamenti poco puliti, visto che non è la prima volta che persone vengono operate anche se non c'era alcuna necassità, io mi devo fidare?
Forse preferirei che i medici venissero pagati per svolgere il loro lavoro quando necessario, non possiamo rischiare di chiedere ai medici di vendere salute, non è e non deve essere il loro lavoro.

Vi consiglio di vedere la puntata di oggi 2 Maggio 2010 di Report.

sabato 1 maggio 2010

I piccoli doni di Silvio

La Domanda Sorge Spontanea:
Come vedono i "fatti nostri" italiani all'Estero???

Quello che vi propongo è un articolo di Politica interna, pubblicato lunedì 5 aprile 2010 in Germania sul comportamento di Berlusconi nel caso della catastrofe de L'aquila.
Se quest'articolo fosse stato pubblicato in Italia, autore e giornale che lo ha pubblicato sarebbero stati attaccati ferocemente ed etichettati come "comunisti".
Beh tutti sappiamo che il Die Zeit è un giornale "tradizionalmente" comunista in un paese, la Germania, anch'esso comunista, o meglio direttamente controllato dai soliti comunisti italiani.
Buona lettura.

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[Die Zeit]
Un anno fa un terremoto ha distrutto la città italiana de L’Aquila. Berlusconi ha approfittato della catastrofe per calarsi nel ruolo del salvatore. Questo ha aiutato le vittime?
Tra l’appartamento nuovo e quello vecchio di Marco di Gregorio ci passano dieci chilometri, un anno e un terremoto. Quando il 6 aprile 2009, poco dopo le 3 e mezza del mattino, una scossa di magnitudo 5,8 della scala Richter ridusse in macerie il capoluogo dell’Abruzzo e 308 persone persero la vita, Marco di Gregorio si trovava con il nonno 82enne sotto il trave del portone della loro casa nella città vecchia. La casa è crollata, la trave ha tenuto. Nonno e nipote sono riusciti a salvarsi. Per loro, come per altri senzatetto, è cominciata una lunga odissea. All’inizio hanno pernottato nel ricovero di emergenza, nel Palazzetto dello Sport, presso parenti e in alberghi. Da due settimane nonno e nipote abitano di nuovo insieme, in un bilocale di nuova costruzione vicino a Via Federico Fellini a Preturo. Gli edifici di tre piani poggiano su spessi cilindri in acciaio, intonacate con strisce giallo pallido e verde chiaro. Gli edifici sono antisismici. Ogni metro quadrato è costato 2700 euro, l’indistruttibilità costa cara.
“Siete i miei primi visitatori dopo il terremoto!”, dice Marco di Gregorio, studente di filosofia. Mostra il suo appartamento: angolo cottura con divano-letto, una camera da letto, un bagno, tutto arredato. “Lenzuola, pentole, tegami, una macchina per il caffè” elenca di Gregorio, “c’è tutto.” Nel nuovo quartiere anche una bottiglia di spumante e un dolce, con un biglietto di auguri stavano aspettando i nuovi arrivati: “Tanti auguri nella nuova casa, il vostro Silvio Berlusconi”. Come se l’appartamento e gli altri doni fossero un regalo personale del Presidente del Consiglio.
Quest’impressione devono averla avuta anche coloro che a causa di quel terremoto sono rimasti senza dimora e ai quali Berlusconi in persona il 29 settembre 2009 ha consegnato le chiavi dei nuovi appartamenti. La data è stata scelta volutamente, era il 73° compleanno di Berlusconi. Il Presidente del Consiglio quel giorno ha interpretato il ruolo del benefattore, una banda militare ha intonato l’inno nazionale e la televisione di Stato ha trasmesso per ore la cerimonia. “Le case di Berlusconi”, così vengono chiamati a L’Aquila i nuovi edifici per le vittime del terremoto. Sebbene lui non le abbia né progettate, né costruite e tantomeno pagate. Ma riceve i senzatetto come se fossero suoi ospiti, un gesto a metà strada tra un feudatario e un proprietario di albergo. Di voi non si occupa la madrepatria, ma Silvio Berlusconi.
Il gesto di un esperto di media. Fin dall’inizio è stato il grande protagonista del paesaggio in macerie de L’Aquila. Lo scorso anno Berlusconi si è recato ben 25 volte nella città devastata dal terremoto, qui ha tenuto riunioni del governo e addirittura il vertice del G8. A L’Aquila ha voluto dar prova della sua fermezza nel gestire situazioni di crisi, un uomo che agisce anzichè parlare, che decide invece di discutere. “Dopo il terremoto in Abruzzo abbiamo reagito velocemente e efficacemente come mai era accaduto prima in Italia”, ha scritto Silvio Berlusconi agli italiani poco prima delle elezioni regionali nelle scorse settimane. Questa è una dimostrazione di un “governo del fare, mentre l’opposizione diffonde solo intrighi, pessimismo e previsioni catastrofiste.”
Berlusconi, uomo del fare. Aveva iniziato un tempo come imprenditore edile e, anche se non lo è più da tempo, si è comportato così anche in Abruzzo. Negli anni Settanta aveva edificato nella periferia della sua città natale Milano, la città-satellite Milano 2. E il giorno del terremoto ha promesso “L’Aquila 2”, nuovi insediamenti per i senzatetto. “New towns”, le ha chiamate Berlusconi. A un anno di distanza ci sono già 21 new towns in cui vivono nel frattempo 14.700 persone. Un’operazione gigantesca, così tanti appartamenti per così tante persone in un tempo tanto breve. Ma è questa la soluzione?
“Ora che si sono spenti i riflettori , siamo soli.”
In alcune new towns come Preturo manca ancora l’allaccio alle fognature. C’è un campo di calcio, ma non ci sono né un bar né un’edicola. La nuova L’Aquila è composta da piccole e chiassose città-satellite in cui convivono persone che prima non avevano mai vissuto insieme, senza spazi o piazze in cui potersi incontrare. Per una progettazione migliore non c’è stato il tempo, al momento 5300 terremotati continuano a vivere negli alberghi sulla costa adriatica a 80 km di distanza. Lo Stato paga per ciascuno di loro 1500 euro al mese e si accolla anche i costi del vitto. Ancora oggi sono a carico dello Stato oltre 52.000 persone che il 6 aprile 2009 hanno perso molto o tutto. Nessuno di essi deve più vivere in tenda o in abitazioni container. Questa è la buona notizia. Ma molti non si sentono solamente mantenuti, ma anche un po’ interdetti.
Marco di Gregorio si sente un ospite. Nella sua nuova casa dice di non sapere nemmeno dove si trovi l’interruttore generale della corrente. “É tutto sistemato, ogni cosa viene sbrigata al posto nostro, non dobbiamo prenderci la responsabilità di niente, ma chiamare la protezione civile per il più piccolo problema.” La protezione civile gestisce gli alloggi. Di Gregorio sottolinea di non volersi assolutamente lamentare. L’assistenza dopo la catastrofe ha funzionato in modo eccellente. Il problema è la passività a cui, da circa un anno, sono condannate le vittime del terremoto. Come gente che riceve l’elemosina, dice Marco di Gregorio: “siamo alloggiati qui e dobbiamo dimenticare L’Aquila, perché la nostra città non esiste più”.
“L’Aquila 1″, cittadina medievale fondata dagli svevi, ricca di chiese e monumenti, sta ancora aspettando la sua ricostruzione, finora invano. Nella devastata città antica si può entrare solo con un nullaosta del sindaco. Soldati in mimetica sorvegliano le strade: pericolo di crollo! In effetti molti luoghi appaiono come subito dopo il terremoto. Distrutti, senza vita, abbandonati, uno scenario tra macerie e rovine. Ad alcune case mancano le facciate, nelle stanze vuote i mobili sono ancora al loro posto, come in attesa dei proprietari. Il terremoto ha ridotto L’Aquila in quattro milioni di tonnellate di macerie.
“Tra dieci anni porteremo ancora via macerie da L’Aquila”, ha dichiarato Gianni Chiodi, l’attuale commissario governativo per la ricostruzione. Protezione Civile ed esercito iniziarono a portare via detriti il 18 marzo, un mese buono dall’inizio del “movimento delle carriole” degli aquilani. Con le loro carriole migliaia di abitanti ogni domenica rimuovono e portano via pietre nella città abbandonata. Vogliono fare finalmente qualcosa.
Se si sta nella tendopoli ad aspettare un piatto di minestra non si può organizzare una protesta, dice Luca Cococcetta. “Eravamo come pietrificati. Ma ora vogliamo riappropriarci della nostra città”. L’ingegnere specializzato lavora come documentarista, da un anno conosce un unico soggetto: la sua città, L’Aquila. Cococcetta riprende da mesi le scene dopo la catastrofe. “Quando le prime carriole hanno risalito la collina verso la città antica, abbiamo capito che finalmente è cambiato qualcosa. Stiamo reagendo. Non siamo più comparse di Silvio Berlusconi sullo scenario di macerie.” Ogni volta che il presidente del consiglio ha visitato il territorio terremotato c’è stata la televisione. In occasione del vertice del G-8 il mondo intero ha osservato L’Aquila. “Ora i riflettori sono spenti”, dice Cococcetta “e noi siamo soli”.
Subito dopo il terremoto Berlusconi aveva disposto di trasferire nel territorio della catastrofe il vertice pianificato sull’Isola della Maddalena in Sardegna. Con esorbitanti costi aggiuntivi per i contribuenti: per le strutture allestite per il vertice e mai utilizzate alla Maddalena erano già stati spesi 300 milioni di euro, il trasferimento a L’Aquila è costato altri 200 milioni di euro. In compenso la cittadina distrutta è stata per un paio di giorni al centro degli accadimenti mondiali e i capi di stato e di governo presenti hanno promesso aiuti per la ricostruzione.
L’eroe ovunque osannato pare essersi arricchito con i contratti per la ricostruzione.
Le assegnazioni sono state sottoscritte prima che fosse reso pubblico uno scandalo per corruzione a febbraio. Si tratta del discutibile affidamento degli appalti da parte della Protezione Civile. La magistratura sta ancora indagando su chi si sia arricchito nei lavori di costruzione per il vertice dei G-8. Nel mirino vi sono imprenditori, politici e il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso. Sono state così avviate indagini a carico di un imprenditore le cui costruzioni sono crollate con il terremoto come castelli di carta. Dieci persone hanno perso la vita. Ciononostante l’imprenditore ha ricevuto da parte della Protezione Civile nuovi contratti per un ammontare di 15 milioni di euro.
Il sospetto di corruzione sulla Protezione Civile amareggia la gente a L’Aquila. Per loro Bertolaso era un eroe. Con il suo intervento nella zona del terremoto Bertolaso era divenuto così popolare che Berlusconi lo aveva nominato segretario di Stato e gli aveva promesso un incarico ministeriale. Ora il sospetto su Bertolaso riguarda anche Berlusconi. Il capo del governo ha voluto fare dell’Aquila una pietra miliare del suo mandato governativo, la cittadina distrutta probabilmente diventerà ora il suo banco di prova. A L’Aquila si ripeterà tutto ciò che tanto spesso è successo in Italia dopo un terremoto? Scandali di corruzione e una ricostruzione rimandata per decenni?
Ancora oggi a Messina c’è gente che vive nelle baracche che furono costruite per le vittime del terremoto del 1908, l’esempio forse più eclatante della durata infinita della provvisorietà italiana. Ad Avellino, dove nel 1980 un terremoto costò la vita di oltre duemila persone e la camorra guadagnò miliardi nella ricostruzione, ci sono ancora i container, lo stesso in Umbria, dove la terra tremò tredici anni fa. Quando risorgerà L’Aquila?
Commercianti hanno le loro attività ai piedi della vecchia città distrutta. Negozi, ristoranti e società assicurative si sono sistemati in casotti di legno. Lungo Via della Croce Rossa vi sono blocchi di casupole in cui si ammassano auto a tutte le ore del giorno. Questa orrenda strada con le sue baracche di legno è il nuovo cuore di quella che un tempo era una bella città.
Le case di legno hanno pur sempre un vantaggio. Si possono smantellare velocemente, non formano una nuova L’Aquila 2 e non fanno concorrenza a L’Aquila 1. Ma nelle case di legno sono alloggiate solo 1600 senzatetto, dieci volte tanti vivono nelle costose e lontane new towns. Uno degli inquilini delle case di legno è Vincenzo Chiarizia, 26 anni, studente di Linguaggio Pubblicitario. Vive con i suoi tre fratelli in un insediamento di case di legno tinta grigio-azzurro subito sotto alla città antica. A Chiarizia piace il suo nuovo appartamento, anche quando si sente qualche scossa, la terra continua a tremare. Ma qualcosa rovina ancora il sonno a Chiarizia: non trova lavoro. Il terremoto ha spazzato via 8000 posti di lavoro a L’Aquila. Chiarizia si è subito rivolto a un call-center. “Lì si trova sempre lavoro”, dice. In fondo un call-center non ha bisogno di una città.

[Articolo originale "Silvios milde Gaben" di Birgit Schönau]
(fonte http://italiadallestero.info)

La Marea Nera in Louisiana

La battuta Bastarda di oggi

Obama chiama l'esercito, anche perchè i biologi marini non serviranno prima di cinquant'anni.

Iran: a causare i terremoti sono i rapporti fuori dal matrimonio.

Buon Giorno a tutti. Oggi vi regalo una notizia così com'è, senza domande, senza commenti, senza nulla. Non ce n'è bisogno.

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Ultime dall’Iran: a causare i terremoti sono i rapporti fuori dal matrimonio.

Nei giorni scorsi avevano suscitato stupore, non solo in Occidente ma anche in Iran, le considerazioni dell’Ayatollah ultraconservatore Kazem Sediqui, che aveva teorizzato un legame tra i rapporti sessuali extraconiugali e l’incremento dei terremoti in Iran, un territorio da sempre a forte rischio sismico.

“Molte donne che vestono in modo sconsiderato – aveva commentato Sediqui – provocano smarrimento nei giovani, mettono a rischio la loro castità, incitano ai rapporti al di fuori del matrimonio e incrementano i terremoti. Le calamità naturali sono il risultato delle azioni della gente”.

Adesso, oltre ad essere responsabili dell’attività sismica, le donne iraniane si sono viste anche cadere addosso il “divieto di abbronzarsi.” Il divieto è stato annunciato dal capo della polizia di Teheran, da tempo impegnato in una crociata contro i costumi occidentali che, a suo parere, mettono in pericolo i valori religiosi tradizionali islamici.

D’ora in avanti le ragazze iraniane “abbronzate” rischiano addirittura l’arresto perché violerebbero la morale islamica.
“La gente si aspetta da noi un’azione ferma e rapida contro le donne e gli uomini che con i loro comportamenti sfidano i nostri valori – ha dichiarato il capo della polizia – In alcune zone di Teheran nord (dove si trovano i quartieri della borghesia filo-occidentale e da dove erano partite le proteste contro la rielezione a presidente di Mahmoud Ahmadinejad, n.d.r.) vediamo donne o ragazze abbronzate al punto da sembrare dei manichini che camminano. Ma ora diciamo basta a questo scandalo, non lo possiamo più tollerare.
Prima metteremo in guardia coloro che saranno sorprese con un’abbronzatura troppo vistosa, poi verranno arrestate e condotte in carcere per essere processate.”

(Fonte: The Telegraph, preso da http://www.ticinolibero.ch)