Cari tutti, senza fare ulteriori considerazioni, per le quali ci sarà certamente spazio in prossimi POST, vi riporto la pagina principale del "ilfattoquotidiano.it"
Oggi è il giorno della sentenza della Corte d’Appello di Palermo su Marcello Dell’Utri, che è stato condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa.
Con la sentenza giunge al termine il percorso per immagini che ilfattoquotidiano.it ha fatto grazie al film di Gumpel e Lillo.
Giustizia & impunità | di Lorenzo Galeazzi
28 giugno 2010
Dell’Utri: il giorno del giudizio
su ilfattoquotidiano.it la terza parte della riduzione del documentario Sotto Scacco
Oggi è il giorno della sentenza della Corte d’Appello di Palermo su Marcello Dell’Utri, che è stato condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa.
Con la sentenza giunge al termine il percorso per immagini che ilfattoquotidiano.it ha fatto grazie al film di Gumpel e Lillo.
In questa terza e ultima puntata tiene banco la testimonianza del pentito Gaspare Spatuzza, il 4 Dicembre 2009 al processo d’appello contro Dell’Utri, definita dal senatore “spatazzatura”.
Il collaboratore di giustizia è stato il reggente del mandamento del Brancaccio, dopo l’arresto dei fratelli Graviano, nel ’94. Nel ’97 viene arrestato anche lui, nel 2008 decide di parlare con i magistrati. E si autoaccusa della strage di via D’Amelio. L’anno scorso racconta anche di quanto gli avrebbe confidato Giuseppe Graviano, ovvero di un presunto accordo con Berlusconi e Dell’Utri, che ha portato gli uomini d’onore ad avere “ il Paese nelle loro mani”.
Sempre in quell’incontro Giuseppe Graviano avrebbe dato il via libera a Spatuzza per l’attenatto, poi fallito, allo Stadio Olimpico di Roma. Dovevano morire 100 carabinieri. Un’altra carneficina per concludere “ vittoriosamente” la trattativa con un pezzo dello Stato.
Ma, secondo Dell’Utri, questa storia è tutta una “spatazzatura”, un’inutile perdita di tempo. Vedremo oggi se il Senatore ha ragione.
Per la prima e la seconda parte si può vedere sotto
Guarda la prima puntata
Guarda la seconda puntata
martedì 29 giugno 2010
lunedì 28 giugno 2010
Buon giorno a tutti, il 5 marzo 2010 una mamma e pedagoga, il suo nome è Rosalinda Gianguzzi, scrive una lettera alla ministra Gelmini, chi ha un po' di pazienza la legga, Ne vale la pena.
Gentile Ministro Gelmini,
l'altro giorno, leggendo la sua intervista sul Corriere della Sera, in cui dichiarava che l'ASTENSIONE OBBLIGATORIA DOPO IL PARTO è un privilegio, sono rimasta basita.
Che lei fosse poco ferrata sui problemi dell'educazione, non era necessaria la laurea in pedagogia, che io possiedo e lei no, o i tre corsi post laurea, che io possiedo e lei no, visto quello che sta combinando alla scuola statale. Ma almeno speravo avesse competenze giuridiche, essendo lei avvocato ed io no.
Certo, dato che lei, ora paladina della regionalizzazione, si è abilitata in "zona franca" (quel di Reggio Calabria), perché più facile (come da lei con un'ingenuità e candore imbarazzante affermato), lo si poteva supporre. E allora, prima le faccio una piccola lezione di diritto e poi parliamo d'educazione. L'astensione dopo il parto, sulla quale lei oggi con tanta leggerezza motteggia, è definita OBBLIGATORIA ed è un diritto inalienabile previsto da quelle leggi, per cui donne molto più in gamba di lei e di me, hanno combattuto strenuamente, a tutela delle lavoratrici madri.
Discorso diverso è il congedo parentale, di cui si può fruire, dopo i tre mesi di vita del bambino, per un totale di 180g, solo in parte retribuiti integralmente. Ovviamente per persone come lei, con un reddito di oltre 150.000 euro l'anno, pari quasi a quello del governatore della California Arnold Schwarzenegger, discutere di retribuzione, in questo caso più che un privilegio, è un'eresia.
Ovviamente lei non può immaginare, perché può permettersi tate, tatine, nido "aziendale" al ministero, ma LA GENTE NORMALE, che lei dice di comprendere, ha a che fare con file d'attesa interminabili per nidi insufficienti e costi per baby-sitter superiori a quelli della propria retribuzione.
Voglio dirle una cosa però, consapevole che le mie affermazioni susciteranno più clamore delle sue, DA PEDAGOGISTA E DA ESPERTA, affermo che fruire dell'astensione OBBLIGATORIA oltre che un DIRITTO è anche un DOVERE, prima di tutto morale e poi anche sociale.
Come vede ho più volte sottolineato la parola OBBLIGATORIA, che già di per se dovrebbe suggerirle qualcosa. Ma preferisco spiegarmi meglio, anche se è necessaria una piccola premessa doverosa.
Lei come tante donne, crede che l'essere madre, anche se nel suo caso da pochi giorni, le dia la competenza per parlare e pontificare su educazione e sviluppo del bambino, ai quali grandi studiosi hanno dedicato anni e anni di studio. In realtà, per dibattere sulla pedagogia, oggi chiamata più propriamente SCIENZE DELL'EDUCAZIONE, bisogna avere competenze specifiche, che dalle sue dichiarazione lei non sembra possedere.
Le potrei parlare della teoria sull'attaccamento di Bowlby, dell'imprinting e di etologia, ma non voglio confonderle le idee e quindi ricorro ad esempi più accessibili.
Basta guardare il regno animale per rendersi conto come le femmine di tutte le specie non si allontanano dai cuccioli e dedicano loro attenzione massima e cura FINO ALLO SVEZZAMENTO Non è una legge specifica relativa agli umani, ma della natura tutta. Procreare, infatti, implica delle responsabilità precise, è una scelta di vita, CHE SE CAMBIA IL COMPORTAMENTO ANIMALE, A MAGGIOR RAGIONE CAMBIA LA VITA DI UNA DONNA.
Sbaglia chi crede che l'arrivo di un figlio, non comporti cambiamenti nella propria vita. Un bambino non chiede di nascere, fare un figlio non è un capriccio da togliersi, ma una scelta di servizio, di dono di se stessi e anche del proprio tempo. Non sono i figli che devono inserirsi nella nostra vita, siamo noi che dobbiamo cambiarla per renderla a loro misura. Se non facciamo questo, potremmo fare crescere bambini soli, senza autostima e con poca sicurezza di sé. Bambini affamati di attenzioni, perché non gliene è stata data abbastanza nel momento in cui ne avevano massimo bisogno, cioè i primi mesi di vita. L'idea che non capiscono niente, che non percepiscono la differenza ad esempio tra un seno materno e un biberon della tata, è solo nostra. Ciò non vuol certo dire che tutti bambini allattati artificialmente o che tutti bambini con genitori che tornano subito a lavoro, saranno dei disadattati. Ma bisogna fare del nostro meglio per farli crescere bene, come quando in gravidanza assumevamo l'acido folico, per prevenire la "spina bifida".
I bambini hanno nette percezioni, già nel grembo materno. L'idea, che se piangono non si devono prendere in braccio "perché si abituano alle braccia", è un luogo comune.
Le "abitudini" arrivano dopo i 6 mesi, fino ad allora è tutto AMORE. Non è un caso che studi recenti, riabilitano il co-sleeping, (dormire nel lettone) e i migliori pediatri sostengono la scelta dell'allattamento a richiesta. Il volere educare i bambini inquadrandoli come soldati, già dai primi giorni di vita, non solo é antisociale, perché una generazione cresciuta senza il rispetto dei suoi ritmi di crescita può essere inevitabilmente compromessa, ma è un comportamento al di fuori delle più elementari regole umane e naturali.
Poi è anche vero che per molte donne, tornare a lavorare subito dopo il parto sia una necessità assoluta. Ma per questo problema dovrebbe intervenire adeguatamente lo Stato e non certo con affermazioni come le sue.
Mi rendo conto che il suo lavoro le permette di lasciare la bambina, rilasciare interviste di questo tipo (di cui noi non sentivamo la necessità) e tornare con comodo da sua figlia. Ma ci sono lavori che richiedono tempi e una fatica fisica e mentale che lei non conosce. Tempo che sarebbe inevitabilmente tolto ad un neonato che ha bisogno di una mamma "fresca", che gli dedichi la massima attenzione.
Noi donne infatti, se spesso per necessità ci comportiamo come Wonder Woman, poi siamo colpite da sindrome di sovra affaticamento.E non è vero che è importante la qualità e non la quantità:
- perché la qualità del tempo di una mamma da pochi giorni, che rientra nel tritacarne della routine quotidiana, aggiungendo il carico della gestione di un neonato, può essere compromessa.
- perché un bambino non dovrebbe scegliere tra qualità e quantità, almeno nei primi mesi, dovrebbe disporre di entrambe le cose.
Per non parlare poi del fatto, che se un genitore non può permettersi qualcuno che tenga il bambino nella propria casa, nel corso degli spostamenti, lo espone, con un bagaglio immunologico ancora carente, alle intemperie o alle inevitabili possibilità di contagio presenti in un nido. Infatti, è scientificamente provato che i bambini, che vanno al Nido troppo presto, o che non vengono allattati al seno, sono più soggetti ad ammalarsi, con danno economico sia per le famiglie che per il sistema sanitario.
Poi per carità, si può obiettare, che ci sono bambini che si ammalano anche in casa, o come succede anche ai bambini allattati al seno, ma è come dire ad un medico, che giacché si è avuto un nonno fumatore campato 100 anni, non è vero che il fumo fa male.
Bisogna dunque incentivare i comportamenti da genitore virtuoso, anche con la consapevolezza che i bambini non sono funzioni matematiche, ma si può fare molto, per favorire una crescita armoniosa, già dalla prima infanzia, se non addirittura durante la gravidanza.
E allora le domando Ministro, di svolgere il suo ruolo importante istituzionale con maggiore serietà, cercando di evitare affermazioni fuori luogo come questa, o come quella secondo cui "studiare non è poi così importante", prendendo Renzo Bossi come esempio.
Si dovrebbe impegnare di più nell'analisi dei problemi, per evitare valutazioni errate e posizioni dannose per lei, per gli altri e per il Paese.
Perché forse qualcuno potrebbe aver pensato che tutto sommato il suo era un ministero poco importante, che se guidato da un giovane ministro senza competenze specifiche, "non poteva arrecare grossi danni", soprattutto obbedendo ciecamente ai dettami del Tesoro, ma lei con la sua presunzione di voler parlare di cose che non conosce, sta contribuendo a minare il futuro di un'intera generazione.
Un'ultima cosa, lei che di privilegi se ne intende bene, essendo un politico, la usi con maggiore pudore questa parola.
05-05-10 Rosalinda Gianguzzi
Gentile Ministro Gelmini,
l'altro giorno, leggendo la sua intervista sul Corriere della Sera, in cui dichiarava che l'ASTENSIONE OBBLIGATORIA DOPO IL PARTO è un privilegio, sono rimasta basita.
Che lei fosse poco ferrata sui problemi dell'educazione, non era necessaria la laurea in pedagogia, che io possiedo e lei no, o i tre corsi post laurea, che io possiedo e lei no, visto quello che sta combinando alla scuola statale. Ma almeno speravo avesse competenze giuridiche, essendo lei avvocato ed io no.
Certo, dato che lei, ora paladina della regionalizzazione, si è abilitata in "zona franca" (quel di Reggio Calabria), perché più facile (come da lei con un'ingenuità e candore imbarazzante affermato), lo si poteva supporre. E allora, prima le faccio una piccola lezione di diritto e poi parliamo d'educazione. L'astensione dopo il parto, sulla quale lei oggi con tanta leggerezza motteggia, è definita OBBLIGATORIA ed è un diritto inalienabile previsto da quelle leggi, per cui donne molto più in gamba di lei e di me, hanno combattuto strenuamente, a tutela delle lavoratrici madri.
Discorso diverso è il congedo parentale, di cui si può fruire, dopo i tre mesi di vita del bambino, per un totale di 180g, solo in parte retribuiti integralmente. Ovviamente per persone come lei, con un reddito di oltre 150.000 euro l'anno, pari quasi a quello del governatore della California Arnold Schwarzenegger, discutere di retribuzione, in questo caso più che un privilegio, è un'eresia.
Ovviamente lei non può immaginare, perché può permettersi tate, tatine, nido "aziendale" al ministero, ma LA GENTE NORMALE, che lei dice di comprendere, ha a che fare con file d'attesa interminabili per nidi insufficienti e costi per baby-sitter superiori a quelli della propria retribuzione.
Voglio dirle una cosa però, consapevole che le mie affermazioni susciteranno più clamore delle sue, DA PEDAGOGISTA E DA ESPERTA, affermo che fruire dell'astensione OBBLIGATORIA oltre che un DIRITTO è anche un DOVERE, prima di tutto morale e poi anche sociale.
Come vede ho più volte sottolineato la parola OBBLIGATORIA, che già di per se dovrebbe suggerirle qualcosa. Ma preferisco spiegarmi meglio, anche se è necessaria una piccola premessa doverosa.
Lei come tante donne, crede che l'essere madre, anche se nel suo caso da pochi giorni, le dia la competenza per parlare e pontificare su educazione e sviluppo del bambino, ai quali grandi studiosi hanno dedicato anni e anni di studio. In realtà, per dibattere sulla pedagogia, oggi chiamata più propriamente SCIENZE DELL'EDUCAZIONE, bisogna avere competenze specifiche, che dalle sue dichiarazione lei non sembra possedere.
Le potrei parlare della teoria sull'attaccamento di Bowlby, dell'imprinting e di etologia, ma non voglio confonderle le idee e quindi ricorro ad esempi più accessibili.
Basta guardare il regno animale per rendersi conto come le femmine di tutte le specie non si allontanano dai cuccioli e dedicano loro attenzione massima e cura FINO ALLO SVEZZAMENTO Non è una legge specifica relativa agli umani, ma della natura tutta. Procreare, infatti, implica delle responsabilità precise, è una scelta di vita, CHE SE CAMBIA IL COMPORTAMENTO ANIMALE, A MAGGIOR RAGIONE CAMBIA LA VITA DI UNA DONNA.
Sbaglia chi crede che l'arrivo di un figlio, non comporti cambiamenti nella propria vita. Un bambino non chiede di nascere, fare un figlio non è un capriccio da togliersi, ma una scelta di servizio, di dono di se stessi e anche del proprio tempo. Non sono i figli che devono inserirsi nella nostra vita, siamo noi che dobbiamo cambiarla per renderla a loro misura. Se non facciamo questo, potremmo fare crescere bambini soli, senza autostima e con poca sicurezza di sé. Bambini affamati di attenzioni, perché non gliene è stata data abbastanza nel momento in cui ne avevano massimo bisogno, cioè i primi mesi di vita. L'idea che non capiscono niente, che non percepiscono la differenza ad esempio tra un seno materno e un biberon della tata, è solo nostra. Ciò non vuol certo dire che tutti bambini allattati artificialmente o che tutti bambini con genitori che tornano subito a lavoro, saranno dei disadattati. Ma bisogna fare del nostro meglio per farli crescere bene, come quando in gravidanza assumevamo l'acido folico, per prevenire la "spina bifida".
I bambini hanno nette percezioni, già nel grembo materno. L'idea, che se piangono non si devono prendere in braccio "perché si abituano alle braccia", è un luogo comune.
Le "abitudini" arrivano dopo i 6 mesi, fino ad allora è tutto AMORE. Non è un caso che studi recenti, riabilitano il co-sleeping, (dormire nel lettone) e i migliori pediatri sostengono la scelta dell'allattamento a richiesta. Il volere educare i bambini inquadrandoli come soldati, già dai primi giorni di vita, non solo é antisociale, perché una generazione cresciuta senza il rispetto dei suoi ritmi di crescita può essere inevitabilmente compromessa, ma è un comportamento al di fuori delle più elementari regole umane e naturali.
Poi è anche vero che per molte donne, tornare a lavorare subito dopo il parto sia una necessità assoluta. Ma per questo problema dovrebbe intervenire adeguatamente lo Stato e non certo con affermazioni come le sue.
Mi rendo conto che il suo lavoro le permette di lasciare la bambina, rilasciare interviste di questo tipo (di cui noi non sentivamo la necessità) e tornare con comodo da sua figlia. Ma ci sono lavori che richiedono tempi e una fatica fisica e mentale che lei non conosce. Tempo che sarebbe inevitabilmente tolto ad un neonato che ha bisogno di una mamma "fresca", che gli dedichi la massima attenzione.
Noi donne infatti, se spesso per necessità ci comportiamo come Wonder Woman, poi siamo colpite da sindrome di sovra affaticamento.E non è vero che è importante la qualità e non la quantità:
- perché la qualità del tempo di una mamma da pochi giorni, che rientra nel tritacarne della routine quotidiana, aggiungendo il carico della gestione di un neonato, può essere compromessa.
- perché un bambino non dovrebbe scegliere tra qualità e quantità, almeno nei primi mesi, dovrebbe disporre di entrambe le cose.
Per non parlare poi del fatto, che se un genitore non può permettersi qualcuno che tenga il bambino nella propria casa, nel corso degli spostamenti, lo espone, con un bagaglio immunologico ancora carente, alle intemperie o alle inevitabili possibilità di contagio presenti in un nido. Infatti, è scientificamente provato che i bambini, che vanno al Nido troppo presto, o che non vengono allattati al seno, sono più soggetti ad ammalarsi, con danno economico sia per le famiglie che per il sistema sanitario.
Poi per carità, si può obiettare, che ci sono bambini che si ammalano anche in casa, o come succede anche ai bambini allattati al seno, ma è come dire ad un medico, che giacché si è avuto un nonno fumatore campato 100 anni, non è vero che il fumo fa male.
Bisogna dunque incentivare i comportamenti da genitore virtuoso, anche con la consapevolezza che i bambini non sono funzioni matematiche, ma si può fare molto, per favorire una crescita armoniosa, già dalla prima infanzia, se non addirittura durante la gravidanza.
E allora le domando Ministro, di svolgere il suo ruolo importante istituzionale con maggiore serietà, cercando di evitare affermazioni fuori luogo come questa, o come quella secondo cui "studiare non è poi così importante", prendendo Renzo Bossi come esempio.
Si dovrebbe impegnare di più nell'analisi dei problemi, per evitare valutazioni errate e posizioni dannose per lei, per gli altri e per il Paese.
Perché forse qualcuno potrebbe aver pensato che tutto sommato il suo era un ministero poco importante, che se guidato da un giovane ministro senza competenze specifiche, "non poteva arrecare grossi danni", soprattutto obbedendo ciecamente ai dettami del Tesoro, ma lei con la sua presunzione di voler parlare di cose che non conosce, sta contribuendo a minare il futuro di un'intera generazione.
Un'ultima cosa, lei che di privilegi se ne intende bene, essendo un politico, la usi con maggiore pudore questa parola.
05-05-10 Rosalinda Gianguzzi
Mafia e Stato: La Trattativa
Massimo Ciancimino sta scoperchiando, assieme a Gaspare Spatuzza i retroscena della nascita della Seconda Repubblica, i nomi di Marcello Dell'Utri e di Silvio Berlusconi stanno lasciando il bisbiglio per approdare alla piena voce. Le stragi dei giudici Falcone e Borsellino sono la firma scritta con sangue e polvere da sparo sotto le richieste della mafia (il papello di Salvatore Riina) nellambito di una terribile trattativa con lo stato italiano: Parti dello Stato sembra abbiano partecipato attivamente alla strage di Via D'Amelio, assieme ad uomini di Cosa Nostra. Poi sono venuti giù monumenti assieme a persone, tante persone che ignare hanno perso la vita.
Vito Ciancimino inizia la trattativa Stato-Mafia, ma poi questa passa in altre mani, pare quelle di Dell'Utri, Vittorio Mangano controllava Berlusconi da vicino perché viveva ad nella villa di Arcore, si dice faccesse lo stalliere, ma sono ben altre briglie che pare abbia maneggiato. Berlusconi assieme a Dell'Utri definiscono il suo silenzio in carcere, quando viene arrestato l'ennesima volta, un atto eroico.
L'omertà è da EROI questo dichiara il Presidente del Consiglio Berlusconi.
Ora La Domanda Sorge Spontanea: se anche fossero vere soltanto il 10% dei fatti che stanno emergendo nei tribunali (non per strada, nei tribunali) allora, e mi rivolgo a chiunque abbia votato, in buona fede, Berlusconi e tutto il suo piccolo esercito, non pensate che basti non solo perché voi non lo votiate più, ma perché vada in galera e perché non gli sia più permesso, a tutti loro, di avere una vita politica?
Di seguito per chi ne ha la pazienza c'è una lunga intervista a Massimo Ciancimino divisa in 6 parti.
Buona visione
Parte 1
Parte 2
Parte 3
Parte 4
Parte 5
Parte 6
Vito Ciancimino inizia la trattativa Stato-Mafia, ma poi questa passa in altre mani, pare quelle di Dell'Utri, Vittorio Mangano controllava Berlusconi da vicino perché viveva ad nella villa di Arcore, si dice faccesse lo stalliere, ma sono ben altre briglie che pare abbia maneggiato. Berlusconi assieme a Dell'Utri definiscono il suo silenzio in carcere, quando viene arrestato l'ennesima volta, un atto eroico.
L'omertà è da EROI questo dichiara il Presidente del Consiglio Berlusconi.
Ora La Domanda Sorge Spontanea: se anche fossero vere soltanto il 10% dei fatti che stanno emergendo nei tribunali (non per strada, nei tribunali) allora, e mi rivolgo a chiunque abbia votato, in buona fede, Berlusconi e tutto il suo piccolo esercito, non pensate che basti non solo perché voi non lo votiate più, ma perché vada in galera e perché non gli sia più permesso, a tutti loro, di avere una vita politica?
Di seguito per chi ne ha la pazienza c'è una lunga intervista a Massimo Ciancimino divisa in 6 parti.
Buona visione
Parte 1
Parte 2
Parte 3
Parte 4
Parte 5
Parte 6
venerdì 25 giugno 2010
lord of the ring PARODIA wordcup 2010
Caro Umberto Bossi hai visto? Contento? Non siamo riusciti nemmeno a comprarcela la partita. Mi sa che hai sopravvalutato noi italiani, del resto mica siamo così in gamba come i padani. Voi pur di andare contro l'Italia, e ve lo dice un non nazionalista, la partita l'avreste VENDUTA invece che COMPRARLA.
In ogni caso facciamoci due risate
In ogni caso facciamoci due risate
giovedì 24 giugno 2010
Abiura di Galileo Galilei
Mercoledì 22 giugno 1633 Galileo Gallilei è costretto dalla Santa Chiesa Cattolica e Apostolica e dal terrore delle conseguenze di esser ritenuto Eretico ad abiurare. Rinnega tutti i principi della sua fede scientifica, sicuramente più fondati di quelli religiosi, sia passati che presenti. Dopo centinaia di anni la chiesa ha chisto scusa, non perché rea di aver costretto la verità a silenziarsi di fronte alle credenze che permettevano e permettono il suo potere politico, ma perché non poteva fare altrimenti visto che quelle conoscenze scientifiche erano divenute, oramai, di pubblico dominio e non più solamente a pannaggio di chi può decidere se e come divulgarle. Oggi tante altre conoscenze ci sono nascoste, da quelle naturali per le quali l'uomo non ha ancora trovato spiegazione, a quelle di fatti umani che alcuni uomini e molto spesso con la Chiesa Cattolica, nascondono. Per le prime aspettiamo la capacità umana di indaggine, di fantasia, lavoro e genialità, per le seconde aspetteremo delle nuove scuse, casomai tra qualche centinaio d'anni.
Il video che vi propongo è l'abiura di Galileo Galilei recitata meravigliosamente da Silvio Orlando durante la trasmissione di Crozza.
Il video che vi propongo è l'abiura di Galileo Galilei recitata meravigliosamente da Silvio Orlando durante la trasmissione di Crozza.
lunedì 21 giugno 2010
Dead Berlusconi Walking - Marco Travaglio
Buon giorno a tutti e ben trovati.
So che quasi sempre Vi propongo argomenti pasanti, ma se si riesce superare la difficoltà di dover ascoltare cose che danno prova della nostra debolezza sulle decisioni che in modo diretto o indiretto pesano sulla nostra vita, se si riesce ancora ad indignarsi e a ricordare che la scelta della DEMOCRAZIA è una scelta che fu fatta per far si che tutti noi potessimo avere la possibilità di intervenire con le mani sul nostro destino e non soltanto con il mero voto, dimentichi della coscienza che lo deve provocare, allora la necessità di capire quel che succede non solo nel nostro paese, ma sul nostro pianeta diventa fondamentale per la vita presente e per quella futura. La coscienza dell'ambiente naturale, sociale, politico, scientifico che si dipana attorno a noi non deve essere un diletto o un lavoro di qualcuno, ma una necessità pari a quelle fondamentali. Il mio pensiero non è centrato alla discussione della specifica legge vergogna in Italia o alla specifica fuoriuscita di greggio nel golfo del Messico, ma alla riflessione che ogni essere senziente dovrebbe fare, ognuno a modo suo, sulle cause che si nascondono alla base e delle quali i fatti particolari sono soltanto manifestazioni specifiche.
E come spesso accade Vi lascio con
La Domanda Sorge Spontanea: è davvero così inutile al nostro quotiniano pensare a problematiche generali e capendone le connessioni cercare di intervenire con strumenti che, persone sicuramente più lungimiranti di noi, ci hanno donato, come la Costituzione, la Democrazia e tutte le Carte dei Diritti?
Tornando al nostro quotidiano italiano vi propongo il video di Travaglio delle scorsa settimana. Buona visione.
So che quasi sempre Vi propongo argomenti pasanti, ma se si riesce superare la difficoltà di dover ascoltare cose che danno prova della nostra debolezza sulle decisioni che in modo diretto o indiretto pesano sulla nostra vita, se si riesce ancora ad indignarsi e a ricordare che la scelta della DEMOCRAZIA è una scelta che fu fatta per far si che tutti noi potessimo avere la possibilità di intervenire con le mani sul nostro destino e non soltanto con il mero voto, dimentichi della coscienza che lo deve provocare, allora la necessità di capire quel che succede non solo nel nostro paese, ma sul nostro pianeta diventa fondamentale per la vita presente e per quella futura. La coscienza dell'ambiente naturale, sociale, politico, scientifico che si dipana attorno a noi non deve essere un diletto o un lavoro di qualcuno, ma una necessità pari a quelle fondamentali. Il mio pensiero non è centrato alla discussione della specifica legge vergogna in Italia o alla specifica fuoriuscita di greggio nel golfo del Messico, ma alla riflessione che ogni essere senziente dovrebbe fare, ognuno a modo suo, sulle cause che si nascondono alla base e delle quali i fatti particolari sono soltanto manifestazioni specifiche.
E come spesso accade Vi lascio con
La Domanda Sorge Spontanea: è davvero così inutile al nostro quotiniano pensare a problematiche generali e capendone le connessioni cercare di intervenire con strumenti che, persone sicuramente più lungimiranti di noi, ci hanno donato, come la Costituzione, la Democrazia e tutte le Carte dei Diritti?
Tornando al nostro quotidiano italiano vi propongo il video di Travaglio delle scorsa settimana. Buona visione.
mercoledì 2 giugno 2010
il primo ministro giapponese si dimette e tre giornali scrivono le stesse cose

Il primo ministro giapponese Yukio Hatoyama, si dimette, e ben tre giornali italiani (La Repubblica, La Stampa, Corriere della Sera) danno la notizia scrivendo le stesse parole, con buona pace per le differenze di pensiero e di azione. La Domanda Sorge Spontanea: chi ha copiato? In realtà tutti e tre visto che la fonte citata da Repubblica e Corriere è "AGI", fonte che sulla Stampa non viene menzionata. In ogni caso è divertente pensare che tre giornali nazionali prima di pubblicare non abbiano il tempo o la capacità di cambiare rielaborare una notizia.
La Repubblica: TOKYO - Il premier giapponese di centro-sinistra, Yukio Hatoyama, ha annunciato le sue dimissioni: per lui, neanche nove mesi in carica e un livello impressionante di impopolarità (attualmente sfiora il 17 per cento)...
La Stampa: TOKYO - Il premier giapponese di centro-sinistra, Yukio Hatoyama, ha annunciato le sue dimissioni: per lui, neanche nove mesi in carica e un livello impressionante di impopolarità (attualmente sfiora il 17 per cento)...
Il Corriere della Sera: TOKYO - Il premier giapponese di centro-sinistra, Yukio Hatoyama, ha annunciato le sue dimissioni: per lui, neanche nove mesi in carica e un livello impressionante di impopolarità (attualmente sfiora il 17 per cento)...
La RAI dimentica il 2 giugno
Buon giorno a tutti.
Oggi è il due giugno, festa della Repubblica, sono le 9.15 del mattino, il presidente Napolitano si trova all'altare della patria. Si può vedere l'inizio della manifestazione in diretta, anche se con qualche problema di trasmissione dovuto al tempo meteorologico, su SKY, perché sulla RAI stanno facendo altre cose:
RAI 1 - uno mattina estate
RAI 2 - I lunnis
Rai 3 - Nessuno mi può giudicare (film attualissimo con Gianni Morandi)
Neanche a parlarne di rete 4, canale 5 e Italia 1 che ricordiamo sono del presidente del consiglio italiano. L'Italia e la sua festa più importante sembra essere una assuluta priorità sia per il presidente del consiglio che per la televisione pubblica e da qui
La Domanda Sorge Spontanea: è normale che per vedere l'inizio della cerimonia del 2 giugno bisogna avere SKY, che è di proprietà di Rupert Dylan Murdoch, americano?
Sulla Rai la manifestazione inizia alle 9.45, tre quarti d'ora dopo l'inizio ufficiale.
Oggi è il due giugno, festa della Repubblica, sono le 9.15 del mattino, il presidente Napolitano si trova all'altare della patria. Si può vedere l'inizio della manifestazione in diretta, anche se con qualche problema di trasmissione dovuto al tempo meteorologico, su SKY, perché sulla RAI stanno facendo altre cose:
RAI 1 - uno mattina estate
RAI 2 - I lunnis
Rai 3 - Nessuno mi può giudicare (film attualissimo con Gianni Morandi)
Neanche a parlarne di rete 4, canale 5 e Italia 1 che ricordiamo sono del presidente del consiglio italiano. L'Italia e la sua festa più importante sembra essere una assuluta priorità sia per il presidente del consiglio che per la televisione pubblica e da qui
La Domanda Sorge Spontanea: è normale che per vedere l'inizio della cerimonia del 2 giugno bisogna avere SKY, che è di proprietà di Rupert Dylan Murdoch, americano?
Sulla Rai la manifestazione inizia alle 9.45, tre quarti d'ora dopo l'inizio ufficiale.
martedì 1 giugno 2010
Berlusconi a telefono a Ballarò
Buona notte a tutti
A Ballarò, mentre si discute sull'intervento di 25 miliardi di euro, cencando di sapere quali sono gli interventi specifici che ha fatto il governo, Berlusconi interviene e, come fa spessissimo, sposta l'attenzione su di se in modo da allontanarla dalle risposte che stava dando Tremonti. Berlusconi definisce bugiardi sia il giornalista di repubblica, dichiarando di non aver mai detto nulla sulla legittimazione ad evadere le tasse, sia la società che fa le statistiche che vengono mostrate in trasmissione.
La Domanda Sorge Spontanea: dobbiamo credere a Berlusconi che ha telefonato a Ballarò o a Berlusconi che parla nel video sotto?
DIFFICILE! Oramai siamo così abituati alle bugie del primo mistro, all'impossibilità di ascoltare una dichiarazione e di portarla fino in fondo, che quasi quasi si può decidere di tifare per un Berlusconi o per l'altro senza che farlo ci crei il dubbio di fare una cosa logicamente assurda.
A Ballarò, mentre si discute sull'intervento di 25 miliardi di euro, cencando di sapere quali sono gli interventi specifici che ha fatto il governo, Berlusconi interviene e, come fa spessissimo, sposta l'attenzione su di se in modo da allontanarla dalle risposte che stava dando Tremonti. Berlusconi definisce bugiardi sia il giornalista di repubblica, dichiarando di non aver mai detto nulla sulla legittimazione ad evadere le tasse, sia la società che fa le statistiche che vengono mostrate in trasmissione.
La Domanda Sorge Spontanea: dobbiamo credere a Berlusconi che ha telefonato a Ballarò o a Berlusconi che parla nel video sotto?
DIFFICILE! Oramai siamo così abituati alle bugie del primo mistro, all'impossibilità di ascoltare una dichiarazione e di portarla fino in fondo, che quasi quasi si può decidere di tifare per un Berlusconi o per l'altro senza che farlo ci crei il dubbio di fare una cosa logicamente assurda.
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