mercoledì 4 agosto 2010

PeaceReporter - Come e perché siamo in guerra

articolo dal sito Peace Reporter (http://it.peacereporter.net) di Maso Notarianni, 29 luglio 2010

Ieri altri due italiani sono morti in Afghanistan. Saltati in aria mentre cercavano di disinnescare un ordigno esplosivo collocato ai bordi di una strada. Due giorni prima Wikileaks ha pubblicato un corposo dossier in cui, tra le altre cose, si dice (fonte Esercito degli Stati Uniti) che gran parte degli ordigni esplosivi usati dai talebani sono costruiti utilizzando delle mine anticarro di produzione italiana riadattate. Nessuno ci dirà mai se questi due ragazzi morti in Afghanistan (e gli altri uccisi negli anni scorsi) siano stati colpiti dal made in Italy. Da quanto si legge, almeno uno dei nostri Lince è stato colpito con mine italiane.
Tra qualche giorno, il 2 o il 3 agosto, il Senato della Repubblica italiana approverà (ne siamo certi) il rifinanziamento della missione militare in quel Paese. Una missione che da quasi dieci anni tutte le forze politiche hanno contribuito a sostenere, salvo i ripensamenti di quest'ultima ora. Andremo a spendere, nei prossimi sei mesi, circa 65 milioni di euro al mese. Dal 2004 gli italiani uccisi sono 29. In totale i miitari stranieri uccisi sono quasi 2000.

Cosa si possa fare, in Italia o anche in Afghanistan, con 65 milioni di euro, è facile immaginarlo. Scuole, pensioni, stipendi, asili da noi o laggiù sarebbero certamente più utili a farci vivere più tranquilli, visto che qui siamo messi male grazie alla crisi e laggiù - oramai lo dicono anche i militari - è più utile una scuola o una fabbrica o un ospedale per combattere un "terrorismo" che si nutre della disperazione e della miseria.

E a proposito di ospedali, oggi riapre l'ospedale di Emergency a Lashkar-gah. Sempre nei dossier di Wikileaks si parlava di una ong italiana che ha un ospedale e che è diventata insufferable, insopportabile, (GUARDA) al governo degli Stati Uniti. Il cablo è del 2007. E l'Ong italiana è decisamente Emergency. Che per l'ospedale spende meno di un milione e mezzo di euro all'anno. E' una buona notizia. Sia ovviamente per i feriti di questa guerra (che siano civili, militari afgani o talebani poco importa) che potranno di nuovo essere curati gratuitamente e in un ottimo ospedale, sia per noi che siamo qui, che potremmo ricominciare a sapere una minima parte degli effetti di questa devastante guerra. Emergency potrà ricominciare ad essere insopportabile.

Sarebbe bello che dossier come quelli di Wikileaks ma anche gli articoli di PeaceReporter fossero più conosciuti.Questa mattina ho sentito su Rai1 una serie di "inviatoni" di grandi testate sostenere che le notizie date da Wikileaks erano ampiamente state raccontate da loro, dalle loro televisioni e dai loro giornali. Si chiama "disinformatia": quei documenti sono talmente esplosivi che adesso tutti si devono concentrare in una difficile opera di demolizione. Ma noi sappiamo che non è vero: di quelle cose pochissimi hanno parlato. E tra quei pochissimi PeaceReporter e Emergency, che per questo è diventata insufferable. Perché se si raccontasse quel che succede, magari gli italiani comincerebbero a chiedersi - a chiedere soprattutto - perché dobbiamo spendere vite umane e soldi in una guerra inutile. Inutile come tutte le guerre, ma questa volta a dirlo sono i militari.

Per il disastro di Afragola, la Regione Campania stanzia solamente 30mila euro

da ilfattoquotidiano.it di Vincenzo Iurillo del 3 agosto 2010

Questa la cifra stanziata per risarcire i familiari delle tre vittime decedute dopo il crollo di una palazzina nel paese in provincia di Napoli

Il capogruppo del Partito socialista europeo Gennaro Oliviero l’ha definito per quel che è: “Un atto di carità”. Si riferisce ai 30mila euro stanziati dal consiglio regionale della Campania a guida Pdl per i familiari delle vittime del crollo della palazzina di Afragola, in provincia di Napoli, e ha ragione. La delibera e l’irrisorietà della cifra sono una delle risposte sbagliate od omesse alle domande emerse insieme alle macerie che hanno divorato tre vite durante una notte di mezz’estate.

Di fronte a una tragedia annunciata da mille segnali premonitori, in una città groviera con il sottosuolo zuppo di infiltrazioni d’acqua e un patrimonio immobiliare fatiscente e devastato dagli abusi, la Regione avrebbe dovuto reagire con uno scatto d’orgoglio: interrogarsi sulle ragioni dello sfascio urbanistico, avviare un serio dibattito sui fondi europei inutilizzati (31 milioni solo ad Afragola), studiare iniziative legislative per il risanamento dell’edilizia privata e per la messa in sicurezza del sottosuolo, decidere di monitorare e mappare immediatamente lo stato di risanamento dei costoni, in una Campania che trema di paura durante ogni pioggia più intensa del solito.

Per chi ha memoria cortissima: il 10 novembre scorso un’alluvione a Ischia ha spezzato l’esistenza di una ragazzina di 15 anni; il 2 gennaio ad Atrani un pezzo di costone è precipitato su uno dei più rinomati ristoranti della costiera amalfitana, uccidendo sul colpo lo chef che si stava preparando alla giornata di lavoro; il 24 aprile un edificio diroccato e abbandonato della periferia di Napoli è crollato uccidendo due persone che non avevano un posto migliore dove trascorrere la notte. E si tratta solo della cronaca più recente. La storia è anche peggio. A cominciare dai 4 morti sotto la frana che travolse la statale sorrentina a Castellammare di Stabia al termine di una giornata di pioggia ininterrotta del gennaio di 13 anni fa. A pochi metri da lì ora sorge un albergo sul mare. Costruito grazie a una deroga al piano urbanistico territoriale.

Ma le tragedie all’ombra dei Vesuvio suscitano solo reazioni emotive. Che, per definizione, variano da caso a caso. Il consigliere Idv Nicola Marrazzo, durante una pausa della seduta consiliare, ha commentato così lo stanziamento di 30mila euro: “Forse costa di più pagare gli straordinari dei dipendenti necessari a far svolgere il dibattito”. Esagera, certo, ma tocca il nervo scoperto di una Regione Campania che di fronte a tragedie come questa allestisce una parata solo per elargire un’elemosina. E creando un pericoloso precedente sui morti di serie A e serie B – non si ricordano stanziamenti per altre incolpevoli vittime di frane e alluvioni. Esiguità della cifra a parte, peraltro rimediata attraverso un’acrobazia di bilancio (se si fossero tassati 1000 euro a testa, si sarebbe ottenuto il doppio), il parlamentino della Campania ha buttato via in extremis la possibilità di dare un significato duraturo alla seduta, bocciando l’emendamento che istituiva un fondo di un milione di euro per tutte le vittime di calamità. Non solo quelle di Afragola.

lunedì 2 agosto 2010

Bologna, trent'anni dalla strage


Nessun ministro presente, nessun sottosegretario, nessuno, se non il Prefetto Tranfaglia alla commemorazione dei 30 anni della strage della stazione di Bolgna. L'anno scorso il ministro Bondi fu fischiato perché tutti i pezzi del puzzle di questa strage non sono al loro posto. Ci sono stati tre condannati, ma non ancora si sa tutto, è un segreto di Stato. Per evitare altri fischi, altre domande lecite dei cittadini, i cittadini che dovrebbero essere l'unico vero Stato, non ci sarà nessun rappresentante del governo a questa commemorazione, come non c'è stato nessuno alla commemorazione della strage di Via D'Amelio. Il governo è impegnato a tempo pieno ad evitare il collasso dopo la separazione da Fini, a fare i suoi giochi di potere, a proteggere onorevoli indagati, ad attaccare la magistratura, a mantenere attiva il più possibile la Dittatura truccata da Democrazia. Oggi il Governo non governa, fa i suoi comodi, imbianca i muri delle stazioni sporche di sangue, in silenzio, nella notte, per far in modo che al mattino chi guardi non trovi nulla che gli ricordi le tragedie. Ma le tragedie e il sangue sono indelebili e non basta nasconderle dietro un velo di menzogna ed omertà per farle sparire per sempre.