Il ministro Maroni si è incazzato alle parole di Saviano dette ieri a Vieni Via Con Me, riguardanti rapporti tra 'ndrangheta e Lega. Maroni ha chiesto il diritto di replica; ha dichiarato di voler incontrare Saviano e di voler vedere se ha il coraggio di pronunciare quelle accuse davanti a lui.
Beh veramente allora La Domanda Sorge Spontanea: se ci fosse quest'incontro, e non penso che Saviano avrebbe qualche problema in questo senso, ha già provato il suo coraggio e la sua coerenza difronte a persone ben più pericolose di Maroni, cosa farebbe il ministro? Gli salterebbe alla gola, cercando di fargli rimangiare tutto, lo sparerebbe a vista, si aspetterebbe che Saviano dinanzi a tanta foza si rimangi le sue dichiarazioni, cosa?
Insomma questa vicenda è proprio l'emblema del clima di minaccia continuo e di mentalità MAFIOSA a cui si è sottoposti in Italia, proprio il tipo di atto contro il quale Saviano e molti altri come lui combattono con tutta la loro forza, proprio il tipo di atto per il quale è necessario indignarsi.
Caro Maroni mi permetto di darle un consiglio ispirato da Benigni: Saviano ha detto delle cose (per le quali sono vive le attenzioni di magistrati) allora Lei dica qualcosa su Saviano e, ad esempio, il clan dei Casalesi, ma stia attento, perché non basta che Saviano sia nato nel casertano per fare accuse o scriva di cose che a molti piacerebbero restassero nascoste. Ministro Maroni lei dovrebbe prima controllare se qualche magistrato si sta occupando di Saviano in qualche modo (possibilmente qualche magistrato toga verde, in modo che ognuno abbia il proprio colore preferito ad accompagnarlo) e dopo, soltanto dopo, pronunciare la sua controdenuncia mediatica. Ma la sfida del "guardami in faccia e prova a ripetere se hai coraggio" è cosa da strada e non ha alcun senso in questo caso soprattutto da parte di un Ministro.
In ogni caso Ministro le auguro una buona replica.
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