martedì 23 novembre 2010

Trentanni fa, oggi


Esattamente 30 anni fa, il 23 novembre 1980, un terremoto tremendo di 90 secondi rase al suolo case, strade, intere città. Un terremoto che ha ucciso 2.914 persone, ne ha ferite 8.848 e cacciato dalle proprie case 280.000. Quel giorno io e la mia famiglia siamo stati fortunati, semplicemente fortunati. A pranzo infatti eravamo in un ristorantino in Irpinia, per festeggiare qualcosa di cui non ho memoria. Avevo solo 6 anni, ma ricordo chiaramente che dovemmo andare via subito dopo pranzo perché mio padre doveva montare di servizio. Guidava gli autobus urbani a Napoli e non poteva far ritardo. C'erano anche i miei nonni. Accompagnammo mio padre a lavoro, mia nonna a casa che doveva riprendere, da perfetta donna del sud, controllo della sua dimora lasciata dalla mattina e alla fine nonno, perché era lui che guidava, ci portò a casa: me, mia sorella di 2 anni e mia madre.
"Lo vuoi un caffè papà?" chiesa mia madre. Questa è un'usanza indissolubile delle mie parti che in quel caso fu la vera salvezza. Alle sette e trentaquattro di sera la terra si ribellò alle suole delle nostre scarpe, alle gambe delle sedie, ci costringeva all'equilibrio. Per qualche strana ragione, però, quel che si fa di solito durante un terremoto è guardare per aria, in modo da non perdersi lo spettacolo del ballo dei lampadari come necessità di conferma. Nonno fu costretto da mia madre a prendere me e mia sorella e a portarci in giardino velocemente. Mamma invece iniziò la sua discesa per le scale un passo alla volta con la lentezza ineluttabile della sua malattia, la poliomielite. Pochi secondi dopo nonno la portava in braccio nel giardino dove io e mia sorella attendavamo la loro comprasa dalla porta di vetro e ferro.
Oggi ho ancora negli occhi le immagini che ho descritto, perché non voglio dimenticarle, non voglio mai dimenticare che a differenza di quelle migliaia di persone la mia famiglia ed io siamo stati fortunati, salvati dal lavoro e probabilmente da un caffè.
E nessuno di noi deve dimenticare che per tante persone quella tragedia non è ancora finita: le case non sono state date a tutti, la camorra e la sporca politica hanno guadagnato sulla ricostruzione mai avvenuta per trentanni.
La Domanda Sorge Spontanea: non è che passato abbastanza tempo perché quella tragedia abbia un epilogo?

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