giovedì 9 dicembre 2010

Fiera del baratto e dell'usato

"Signori e signori buon giorno e ben venuti all'edizione duemiladieci della fiera del baratto e dell'usato della politica! Per tutti i visitatori escort in omaggio."
Così si potrebbe aprire in questi giorni una seduta alla Camera dei Deputati o a quella del Senato. Le nobili vesti della politica scivolano dal corpo lasciando allo scoperto il lebbroso. E così ogni buona argomentazione basata su legalità, problemi del paese, crisi economica, precariato, insicurezza dei giovani, malasanità, opere pubbliche a scadenza infinita si perde, svanisce nella nebbia densa del baratto di "cose" e posizioni favorevoli sul campo da gioco della politica italiana. Così squillano telefoni, si parla all'orecchio e si offre di tutto, dai soldi (dai 200 ai 500 MILA EURO) al carcere di Bolzano, dal Parco dello Stelvio ad una poltrona profumata di nuovo in regione o in banca a scelta. E i veri problemi non sono nemmeno sfiorati; per quelli, l'unica soluzione sono tagli lineari. "Tagli" li chiamano e a ragione: tagliano allo Stato malato e indebolito parti buone e cattive senza distinguo di sorta, liberando pus e linfa vitale, che si mescolano creando un'insana poltiglia. Ma questi sono cattivi medici: non puliscono le ferite e ancor peggio non mettono il malato al caldo dandogli un pasto che possa fargli riprendere le forze. Lo lasciano in balia di se stesso, mentre vendono le medicine sottobanco. Così lo Stato, sempre più malato, si indebolisce. Così rischia la sua stessa vita.
Il socialista Rino Formica sosteneva che: "la politica è sangue e merda", solo che dimenticava di specificare che il sangue è quello dei cittadini e la merda è quella nella quale gli stessi cittadini stanno affogando, noi stiamo affogando , mentre i politici navigando su di noi, saltano da una barca all'altra.

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