Da sito www.inchiestanapoli.it vi propongo un articolo di Daniela Scodellaro, che mi preoccupa in modo profondo.
La Domanda Sorge Spontanea: alcune persone tentano il suicidio consapevole, convolgendone altre migliaia, oppure queste stesse persone credono di poter diventare ricche con la "monnezza" senza pagare conseguenze?
Quel che è successo e che continua a succedere nella mia terra, mi addolora e forse per certe persone e per una certa linea di pensiero il carcere e la discussione per provare a far capire, non bastano. Chi commette atti di questo genere non merita comprensione o perdono sono come un muro di ignoranza con fondamenta di cattiveria. Questi muri si devo abbattere e il nostro silenzio non può continuarea, altrimenti sarà silenzio di tomba.
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ARTICOLO
Verdi e Isde insieme per stigmatizzare il disastro ambientale: «Denunceremo i responsabili»
Di Daniela Scodellaro , pubblicato Gio, 22/03/2012
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«Siamo di fronte ad un nuovo disastro ambientale. La nube tossica sprigionata è pericolosissima. Denunceremo quanto accaduto alla Magistratura contro autorità locali e nazionali. Come è stato possibile mettere delle cariche esplosive in un sito militarizzato?». Così si esprimono i una nota congiunta Francesco Emilio Borrelli, commissario regionale dei Verdi Ecologisti, e Antonio Marfella, oncologo e membro Isde - Medici per l'Ambiente, in merito al recente incendio delle ecoballe stipate nell'area del Pantano, ad Acerra.
«L' inferno di fumi tossici prodotti dalle ecoballe di Acerra che stanno bruciando da 48 ore - denunciano Borrelli e Marfella - contengono oltre alla diossina una quantità impressionante di idrocarburi policiclici aromatici particolarmente cancerogeni che sono tra le maggiori cause di tumori delle vie aeree. Siamo di fronte ad un nuovo e drammatico disastro ambientale di cui cui l'intera popolazione regionale pagherà per anni le conseguenza. Questo mega incendio infatti sta avvelenando non solo i territori limitrofi all'inceneritore ma anche il casertano e buona parte della provincia napoletana. È davvero incredibile che a fianco dell' inceneritore di Acerra vi fosse un deposito di ecoballe previsto dalla Provincia di Napoli che è stato bruciato in modo scientifico grazie all'utilizzo di piccole cariche esplosive. La cosa più incredibile è che la zona dell' inceneritore è militarizzata e quindi appare davvero strano che la criminalità sia riuscita a piazzare addirittura delle cariche esplosive senza che nessuno se ne accorgesse».
Borrelli e Marfella intendono adire le vie legali, contro quanti non hanno garantito la sicurezza dell'area: «Il Presidente della Provincia di Napoli, la Regione e le strutture commissariali del Governo dovranno rispondere in sede legale di questo ennesimo disastro ambientale visto che abbiamo deciso di denunciarli tutti. Sulla gestione di questo impianto ci sono troppi lati oscuri al punto tale che dal comune di Acerra, qualche settimana fa era partita una richiesta di decreto ingiuntivo al Tar della Campania nei confronti del governo affinché inviasse le risorse spettanti al comune dai ristori conseguenti allo stoccaggio delle ecoballe e alla costruzione dell’inceneritore. Parliamo di 8.3 milioni di euro che, dal novembre 2003, sono nelle casse del governo e spettano di diritto ai cittadini acerrani. Un danno amministrativo enorme per le casse da tempo in crisi dell’ente comunale».
Il ripetersi di questo tipo di episodi delittuosi in tutta la Campania è divenuto ormai cronico. Basti ricordare quanto accade periodicamente anche a Napoli est (leggi qui). Concludono, infatti, Marfella e Borrelli: «Questo incendio non è un fatto occasionale. L' accendersi di roghi di rifiuti speciali è periodico e riguarda l' intera regione che, è bene ricordarlo, è l'unica in Italia a non avere una discarica per rifiuti speciali».
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