Oramai si delinea chiaramente anche la storia del fallito attentato dell'Addaura del 1989, nella quale si cercò di uccidere il giudice Giovanni Falcone. A volere morte Falcone allora, come tre anni dopo, non era solo la mafia, ma anche una parte dello Stato italiano. Anche in quel caso, infatti, agenti dei servizi segreti italiani affiancavano uomini di Cosa Nostra per eliminare il magistrato, mentre un altra parte dello Stato cercava di sventarlo (due poliziotti che poi sono stati a loro volta uccisi).
Poi il 23 maggio 1992, esattamente 18 anni fa, il giudice Falcone, la moglie e gli uomini della sua scorta vengono fatto saltare in aria. La mafia e quella maledetta parte dello Stato vincono, l'altra parte dello Stato italiano e tutti noi perdiamo.
Il 19 luglio 1992 tocca a Borsallino e alla sua di scorta. Noi perdiamo ancora.
Uomini e donne, uccisi dalla mafia e da una parte dello Stato.
Allora La Domanda Sorge Spontanea: Sarebbe bene che lo Stato italiano, fin quando non fa chiarezza su tutto, fin quando non individua e non punisce severamente e definitivamente tutte le persone coinvolte, specialmente quelle appartenenti alla sua stessa struttura, stesse zitto ed evitasse commemorazioni che insultano la memoria di questi uomini, di queste donne, ma soprattutto delle loro idee delle loro speranze e dei loro ideali, per i quali sono morti?

Potete vedere anche il precedente post "La verità sul primo attentato al giudice Giovanni Falcone"



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